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sabato 13 giugno 2026

DI POCE ALLA BIBLIOTECA OSTINATA  



La Casa Editrice Eretica Edizioni, ha il piacere di segnalare la presentazione del libro di Donato Di Poce, Lo strip tease del linguaggio - Poesismi, 2026, in dialogo con Antonella Prota Giurleo, giovedì 18 giugno alle ore 18 presso la Biblioteca Ostinata di via Osti n. 5 a Milano.
 
Dalla prefazione del Prof. Gino Ruozzi: “Da parecchi anni Donato Di Poce conduce un’originale «creAttività» aforistica, coniugando amore per la poesia, per l’arte, per la vita. I suoi poesismi sono frammenti e perle di conoscenza che tentano vie di interpretazione del mondo. Nei testi di questodenudamento che tende all’essenziale colgo una sempre maggiore insofferenza verso le ipocrisie dominanti. Salendo nella coscienza artistica e nell’età, cresce anche la necessità di misurarsi con le cose che contano, tra cui la solitudine, che sembra accompagnare e segnare i giorni come «mare» in estensione e «abisso» in profondità. Gli accenti di «disperazione» si fanno più pressanti e «sanguinanti» le parole...”.   
Dalla postfazione di Marco Sbrana: “Di Poce è umanista: sta con chi perde. Non estraneo alla filosofia, nel seguente aforisma rende carne il concetto saussuriano di “soggetto parlato” contrapposto al soggetto parlante, come siamo non usufruitori del linguaggio ma, viceversa, dal linguaggio parlati, il linguaggio essendo una struttura autonoma (langue e parole). Io non mi occupo di poesia ma è la poesia che si occupa di me. Così come per questa specie di quadro di un Wittgenstein comunista (“Il mondo è la totalità dei fatti, non delle cose” significa che non ci sono il bicchiere e il tavolo ma c’è il bicchiere sopra il tavolo): Non esistono cose.Non esistono persone. Esistono solo relazioni.
E, in ottica politica, questo pezzo sintetizza l’impegno di Di Poce nel corso dei decenni: la costruzione di un ponte, il ponte definitivo tra l’autore e che riceve l’opera. Con una breccia nel petto nella quale penetra il mondo, Di Poce è vitalista nell’estasi del bimbo che tutto assorbe, contro ogni conformismo: L’unico modo per non essere omologato è quello di penetrare il mondo. Ed è poi la fiducia nei posteri: Ogni opera d’arte ha un tempo d’esecuzione. Un futuro di interpretazioni e un orizzonte di socializzazione.
Ma quanto di Di Poce colpisce è che non parla mai per sé a sé di sé. Lui comunica, lui è un pretesto, lui è al servizio: Vorrei che la mia scrittura fosse solo un pretesto per i sogni altrui.
E se si ha come mandato essere pretesto per altrui sogni, la vita, forse, è giustificata”.
    

Donato Di Poce, ama definirsi autoironicamente, “un ex poeta che gioca a scacchi per spaventare i critici”. Nato a Sora - FR - nel 1958, residente dal 1982 a Milano. Poeta, Critico d’Arte, Scrittore di Poesismi, Fotografo, Studioso del Rinascimento, Street Art e dell’Architettura Contemporanea. Artista poliedrico, innovativo ed ironico, dotato di grande umanità, e CreAttività. Ha al suo attivo 61 libri pubblicati (tradotti anche in Inglese, Arabo, Rumeno, Esperanto e Spagnolo), 20 ebook e 40 libri d’arte Pulcinoelefante. Dal 1998 è teorico, promotore e collezionista di Taccuini d’Artista. Ha realizzato ©L’Archivio Internazionale Taccuini D’artista e Poetry Box di Donato Di Poce, progetto espositivo itinerante.
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