Ritorno
alla poesia civile che è più una necessità di mettere a fuoco la vita che un ritorno alla poesia civile da cui non sono mai andato via. Ritorno alla poesia civile per non dimenticare i genocidi chiamati difesa
preventiva e il futuro rubato dall’IA. Ritorno alla poesia civile per ricordare che siamo ostaggi di tecnocrati teocratici e bulli
mediatici. Ritorno alla poesia civile per non dimenticare i conati convulsi della vita e gli schiamazzi dei silenzi
scritti. Ritorno alla poesia civile per schivare sibili d’angoscia e crateri di dolore esistenziale perché oggi la vita mi fa male.