SPIGOLATURE
Civiltà delle Lettere
Un tempo, ma ne è
passato tanto, si disquisiva di civiltà delle lettere e di civiltà
di rapporti fra i letterati. Ho fatto in tempo a vederne i segni. Ora
qualche traccia rimane in singoli letterati, artisti e intellettuali in genere.
In singoli, ho detto, e non si può adoperare il termine civiltà. Qua e
là fanno capolino anche tracce di affettuosa considerazione: “I veri poeti
devono volersi bene e ricordare chi viene falciato dal destino”. Sono le delicate
parole che mi ha scritto tramite WhatsApp, un paio di giorni fa, il caro amico
poeta e giornalista Franco Manzoni. Il riferimento era alla scomparsa del poeta
romano Plinio Perilli che Franco aveva citato sul “Corriere della Sera” in una
sua “Soglia” dedicata ad un libro di Giorgio Bolla. Bolla, a sua volta, ha
scritto un toccante ricordo di Perilli pubblicato su “Odissea” lunedì 1° giugno su suggerimento di Franco. Lunedì mi è arrivata, da un’altra cara amica, la
poetessa Alida Airaghi, il commento che la poetessa Silvia Rosa ha pubblicato
su Facebook dopo aver letto la nota che Airaghi ha dedicato al suo libro L’ombra
dell’infanzia. Tutto questo intreccio di legami, di attenzioni al lavoro e
alle vite di altri sodali di penna, di considerazione affettuosa, mi ha in
parte commosso e in parte dato speranza. Non è tutto vano ciò che facciamo e
non si deve disperare: ci sarà sempre un cuore delicato che ne accoglierà un
altro, e un’intelligenza vigile che accoglierà un’altra intelligenza, spesso senza che neppure noi lo sappiamo. È per tutto questo che senza
chiedere il permesso, ho deciso di riprodurre qui il commento di Silvia Rosa.
Certo che sia lei che Alida mi perdoneranno. [A. G.]
“In questi
giorni di isolamento, scanditi da gesti di cura e apprensione, ecco che come un
fiore donato all’improvviso, senza motivo, che rallegra con i suoi colori
accessi e per la sola ragione d’esistere, ho ricevuto l’attenzione e questo scritto
generoso della poeta Alida Airaghi, che si sofferma sul mio libro L’ombra dell’infanzia (Pequod 2025, postfazione
di Franca Alaimo) e ne restituisce un'analisi critica accurata sul blog “Odissea”,
diretto da Angelo Gaccione, che ringrazio per l’ospitalità. Sono grata per
questi riscontri che giungono inaspettati, e per l’accoglienza che da persone
lontane e a volte sconosciute è rivolta al mio lavoro, mi sembra che risuoni
oltre le mie corde, molto distante anche dalle mie intenzioni”. [Silvia Rosa]
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