Un altro guerrafondaio, il primo ministro inglese Keir Starmer,
che solo per un abuso linguistico viene definito di “sinistra”, è stato
costretto alle dimissioni. Purtroppo non si vuole imparare una verità banale e
incontrovertibile: tutti i guerrafondai, sotto qualunque sigla, partito,
bandiera si nascondono, anche se vengono definiti democratici, o tali ci
illudiamo che essi siano, non sono altro che una variante della destra. Nei
fatti ne incarnano la mentalità e il loro agire politico non può avere nulla a
che fare con gli interessi delle classi popolari e lavoratrici, con i ceti medi
impoveriti, con la stragrande maggioranza delle donne, con i difensori del
patrimonio culturale ed ambientale. Ed infatti, appena vanno al governo,
continuano la politica antipopolare delle destre: massacrano i ceti popolari e
produttivi, non toccano i grandi patrimoni e le immense scandalose ricchezze,
ma trovano in un batter d’occhi l’immensa scandalosa criminale quantità di
denaro da impiegare in spesa militare, armi, mantenimento di quell’apparato di
morte criminale chiamata Alleanza Militare (NATO) che quella ricchezza divora.
I democratici di casa nostra, che dei democratici criminali di
guerra americani non hanno imparato nulla, continuano anche loro, come se
niente fosse, su questa strada che li porterà nell’abisso. Si candidano per
battere la destra di Meloni, ma non ci dicono dove troveranno le immense
risorse che occorrono per una sanità pubblica allo sfascio, per una messa in
sicurezza di un territorio che sta lentamente collassando, per sistemare il
patrimonio di edilizia scolastica che è un colabrodo, il sistema dei trasporti
sempre più obsoleto, aumentare i salari e le pensioni da fame, ridurre le ore
di lavoro per allargare la base produttiva, far calare gli affitti nelle grandi
città, impedire che scappino all’estero centinaia di migliaia di giovani ogni
anno, convincere le nuove coppie a mettere al mondo almeno un figlio… Se
fossero davvero di sinistra, se fossero davvero democratici, se
avessero davvero a cuore il loro Paese, direbbero quello che per una persona di
sinistra è una banale ovvietà: “basta con armi, guerra e spesa militare. Da
questo momento non spenderemo un centesimo per tutto ciò che viene spacciato
per difesa perché con le armi di distruzione di massa non esiste alcuna
difesa: esistono solo morte, distruzioni e farabutti che sulla morte e le
distruzioni si arricchiscono. Spenderemo solo per la spesa sociale, culturale e
ambientale. Non daremo più un centesimo per la guerra in Ucraina, non manderemo
una sola arma italiana in giro per il mondo ad alimentare guerre, anzi,
convertiremo l’industria di guerra per produrre beni utili alla collettività e
metteremo la diplomazia al primo posto come prescrive la Costituzione.
Impiegheremo parti consistenti di Esercito, Aviazione e Marina per la difesa
dell’ambiente, per la protezione civile, per la sicurezza interna, per
contrastare l’evasione fiscale, le mafie, la delinquenza organizzata che le
nuove tecnologie hanno reso insidiose e pervasive. E se vinceremo le elezioni, come
primo atto trasformeremo il Ministero della Difesa in Ministero per la Pace con
sede ad Assisi, città mondiale della Pace”. Non lo faranno: non sentiremo da
loro queste parole, ed allora è meglio che non illudano gli elettori e lascino
schifosamente sgovernare le destre facendo da stampella, come hanno
fatto finora in Italia e al Parlamento Europeo, alle loro politiche
guerrafondaie. Noi ce ne staremo a casa perché mettere una scheda nell’urna per
continuare le politiche guerrafondaie e antipopolari non ne abbiamo proprio
voglia.