TUTTO CIÒ CHE È UMANO MI RIGUARDA di Angelo Gaccione
Testo letto in occasione della
tavola rotonda sulla poesia civile alla biblioteca dell’Università di Genova
martedì 16 giugno 2026. Ho titolato questi pochi minuti di confronto sulla poesia
civile usando il celebre motto di Publio Terenzio Afro: “Sono un uomo, e di
quanto è umano nulla penso che mi sia estraneo” tratto dal libro Autopunizione
più noto come Il punitore di me stesso. Ma avrei potuto citare
direttamente un mio aforisma del 2023 riferito proprio alla poesia civile: “È
civile tutto ciò che oppone l’umano al disumano”. Direi che nulla di più
pertinente al mio modo di essere e di essere nel mondo. Nel mio agire e nel mio
operare con la scrittura, attraverso i vari linguaggi volta a volta impiegati
(poesia, narrativa, saggistica, teatro, fiaba, aforismi, critica d’arte,
teatrale, letteraria, musica, giornalismo), ho tenuto fermo i concetti di tanti
altri intellettuali che hanno influito sulle mie convinzioni. Proudhon, per
esempio, era fermamente convinto che la scrittura avesse un impatto concreto
sulla realtà per poterla modificare. È uno strumento importante che serve a diffondere
nella società il seme del cambiamento. Da parte sua lo scrittore algerino
Albert Camus, ha scritto che “Per agire l’uomo deve parlare” e quindi il dovere
e la necessita di un impegno attivo, mentre Marx ci esorta a vivere come si
pensa, altrimenti finiamo per pensare come viviamo. Ne discende che se vogliamo
un mondo migliore dobbiamo pensare e agire, altrimenti diamo ragione ad un mio
aforisma che così recita: “Pretendono un mondo migliore, ma non muovono un dito
perché lo diventi”. Per quel che mi riguarda ho svolto sempre una intensa
attività di scrittura in coerenza con le mie idee – ho fondato giornali,
circoli, movimenti, – e Odissea è in piedi da 23 anni. Cerco, in maniera attiva
e militante di portare concretamente il mio corpo dentro lo spazio pubblico
dove e quando è necessario, anche se ora non sono più giovane e non ho le forze
di un tempo. Vorrei chiudere riprendendo una delle domande che ci ha posto
Donatella Bisutti: “La poesia civile può avere oggi un impatto sulla società?
Io sono convinto di sì. La poesia civile ha un impatto sulla società, e per la
sua particolarità è molto più efficace di tante altre forme espressive. Al
poeta bastano pochi versi per arrivare al cuore delle cose. Come avviene al
canto, alla fotografia o alla immagine pittorica. La forza delle poesie e delle
foto sul genocidio di Gaza è stata enormemente superiore a tutti i discorsi e a
tutti gli articoli di giornale. Basta controllare su Internet per averne la
prova. Il canto de Il disertore o di Addio Lugano bella nei
cortei, creano sempre una fortissima empatia emozionale fra i partecipanti,
superiore a qualsiasi discorso.