All’interno
della coalizione di centrosinistra è opportuno operare un distinguo. Così
Conte: “Siamo sotto attacco perché siamo contrari a questo folle riarmo, ma su
questa battaglia non ci tireremo mai indietro”. Nello stesso tempo, rivendica
che lui e il Movimento hanno sempre condannato l’aggressione di Mosca
all’Ucraina. “Ciò che contestiamo in realtà – sostiene – è la retorica di
un’imminente invasione dell’Europa da parte della Russia, funzionale a un piano
di riarmo che fa gola a vari settori e lobby”. D’altronde, prosegue Conte,
“come possiamo essere alternativi a Meloni e al suo governo se non ci battiamo
per contrastare questa economia di guerra, e per destinare queste ingenti
risorse, anziché alle spese militari, alla sanità, all’istruzione, a giovani e
donne, e al rilancio delle piccole medie imprese”. Per l’avvocato non si può
tornare indietro. Tanto più, ricorda, che “nella mozione unitaria con le altre
opposizioni delle scorse settimane abbiamo inserito un impegno a riconsiderare
urgentemente gli impegni assunti in sede Nato sulle spese militari”.
La cosa che
da noi più si avvicina a un Sanchez è forse Conte, ma al di là delle
pregiudiziali che tu hai nei confronti del M5S, cosa proponi di costruttivo
oltre la “partita persa” del campo largo? Quando saremo chiamati alle prossime
elezioni del 2027, quali saranno le tue indicazioni di voto? Un nuovo Santoro
che disperda i voti? L’Italia è uscita dalla Seconda guerra mondiale come
protettorato statunitense (e la stagione stragista lo testimonia), e questo
(che la rende più vulnerabile della Spagna) ha sortito che la nostra classe
politica, di destra, di centro e di centro-destra PD si allineasse alle
politiche guerrafondaie degli USA. Non è un caso che il perno della
colonizzazione europea da parte degli Stati Uniti, ovvero la Germania, abbia
consumato la sua svolta storica da potenza economica a potenza bellica. Non mi
illudo: chiunque andrà al governo in Italia potrà solo mitigare questa folle politica
bellicista euro-americana. Ma almeno sul piano della politica interna non
voglio permettere alle Meloni, ai Nordio, ai Valditara, alle Roccella ecc. di
riportarci indietro di mezzo secolo o, peggio, a un nuovo fascismo. Oggi per me
quel voto non è una delega a rappresentarmi, ma uno strumento per porre un
argine a un regime strisciante: mai come oggi si sta attentando alla
Costituzione, con un premierato, l’asservimento della magistratura all’esecutivo
e l’autonomia differenziata. Questo governo di destra ha emesso decreti legge a
raffica, scardinando l'ordinamento giuridico per garantire l'impunità a una
classe politica corrotta. La storia, inoltre, insegna che le crisi del
capitalismo hanno prodotto regimi totalitari. In più questa destra reazionaria
è anche quanto di più oscurantista sotto il profilo dei diritti civili. Insomma
siamo di fronte a un salto di livello antropologico che va scongiurato. Sia di
monito l’invito di Roberto Scarpinato (magistrato) a stringere un’alleanza per
la Costituzione contro la trimurti fascismi - potentati economici - mafie.
Votare per la coalizione di centrosinistra non è il solito “turiamoci il naso”.
Questo è un momento storico ad alto rischio. E va riconosciuto. Ecco perché ti
invito ad assumere un atteggiamento construens verso l’unica fragile
speranza che abbiamo di mandare a casa questa pericolosa accozzaglia che
abbiamo al governo.