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martedì 14 luglio 2026

2027: UN VOTO NECESSARIO
di Gabriella Galzio 
 


All’interno della coalizione di centrosinistra è opportuno operare un distinguo. Così Conte: “Siamo sotto attacco perché siamo contrari a questo folle riarmo, ma su questa battaglia non ci tireremo mai indietro”. Nello stesso tempo, rivendica che lui e il Movimento hanno sempre condannato l’aggressione di Mosca all’Ucraina. “Ciò che contestiamo in realtà – sostiene – è la retorica di un’imminente invasione dell’Europa da parte della Russia, funzionale a un piano di riarmo che fa gola a vari settori e lobby”. D’altronde, prosegue Conte, “come possiamo essere alternativi a Meloni e al suo governo se non ci battiamo per contrastare questa economia di guerra, e per destinare queste ingenti risorse, anziché alle spese militari, alla sanità, all’istruzione, a giovani e donne, e al rilancio delle piccole medie imprese”. Per l’avvocato non si può tornare indietro. Tanto più, ricorda, che “nella mozione unitaria con le altre opposizioni delle scorse settimane abbiamo inserito un impegno a riconsiderare urgentemente gli impegni assunti in sede Nato sulle spese militari”.


La cosa che da noi più si avvicina a un Sanchez è forse Conte, ma al di là delle pregiudiziali che tu hai nei confronti del M5S, cosa proponi di costruttivo oltre la “partita persa” del campo largo? Quando saremo chiamati alle prossime elezioni del 2027, quali saranno le tue indicazioni di voto? Un nuovo Santoro che disperda i voti? L’Italia è uscita dalla Seconda guerra mondiale come protettorato statunitense (e la stagione stragista lo testimonia), e questo (che la rende più vulnerabile della Spagna) ha sortito che la nostra classe politica, di destra, di centro e di centro-destra PD si allineasse alle politiche guerrafondaie degli USA. Non è un caso che il perno della colonizzazione europea da parte degli Stati Uniti, ovvero la Germania, abbia consumato la sua svolta storica da potenza economica a potenza bellica. Non mi illudo: chiunque andrà al governo in Italia potrà solo mitigare questa folle politica bellicista euro-americana. Ma almeno sul piano della politica interna non voglio permettere alle Meloni, ai Nordio, ai Valditara, alle Roccella ecc. di riportarci indietro di mezzo secolo o, peggio, a un nuovo fascismo. Oggi per me quel voto non è una delega a rappresentarmi, ma uno strumento per porre un argine a un regime strisciante: mai come oggi si sta attentando alla Costituzione, con un premierato, l’asservimento della magistratura all’esecutivo e l’autonomia differenziata. Questo governo di destra ha emesso decreti legge a raffica, scardinando l'ordinamento giuridico per garantire l'impunità a una classe politica corrotta. La storia, inoltre, insegna che le crisi del capitalismo hanno prodotto regimi totalitari. In più questa destra reazionaria è anche quanto di più oscurantista sotto il profilo dei diritti civili. Insomma siamo di fronte a un salto di livello antropologico che va scongiurato. Sia di monito l’invito di Roberto Scarpinato (magistrato) a stringere un’alleanza per la Costituzione contro la trimurti fascismi - potentati economici - mafie. Votare per la coalizione di centrosinistra non è il solito “turiamoci il naso”. Questo è un momento storico ad alto rischio. E va riconosciuto. Ecco perché ti invito ad assumere un atteggiamento construens verso l’unica fragile speranza che abbiamo di mandare a casa questa pericolosa accozzaglia che abbiamo al governo.