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martedì 14 luglio 2026

ESISTE UN SIONISMO BUONO?
di Elisabetta Violani
 


Questa domanda è stata formulata sui Social alla scrittrice genovese Elisabetta Violani. Ecco la sua risposta attraverso “Odissea”.
  
L’origine dello stato ebraico è avvenuta con un atto di violenza terribile sulla popolazione che abitava quelle terre ed è parte integrante del sionismo propriamente detto, quindi a mio avviso il sionismo è amorale, sacrilego e avvenuto con il consenso esplicito dell’Occidente. Inaccettabile. Posso anche azzardarmi a dire che nella storia abbondano i soprusi e i furti di terre, certamente non etici, ma che hanno evitato carneficine. Non esistono quindi un sionismo buono e un0 cattivo, uno moderato e uno estremista, uno progressista e uno conservatore, esiste un solo sionismo che pretende la terra promessa biblica, giustificando la guerra come mezzo per ottenerla e la cui conseguenza inevitabile è la morte, per lo più di civili innocenti, adulti e bambini, neonati compresi, come succede in tutte le guerre, quindi non rinnega il genocidio a Gaza (a me nulla importa della parola, non spendo neanche un nanosecondo per giustificare o no la parola genocidio, per quello che mi riguarda diciamo pure strage schifosa, annientamento apocalittico, eliminazione totale di un popolo, chissenefrega di una parola di fronte a corpi di bimbi ridotti a brandelli oppure sopravvissuti mutilati, privi di braccia o gambe o magari sia di braccia che di gambe), l’invasione brutale della Cisgiordania e quella del Libano. Ricordo solo che in un testo ebraico (non importa che sia la T0ràh o il Talmud, se a qualcuno interessa questo particolare se lo vada a cercare) si dice che “uccidendo un essere umano si annienta un universo” (non so se le parole usate sono esattamente queste, ma il concetto è esattamente questo qua, detto in maniera semplice, per essere capito da tutti). Ecco la mia risposta ai tanti che mi hanno fatto la domanda.