Prendete
una magnifica chiesa nel cuore di Milano: Santa Maria della Passione, attaccata
al Conservatorio “Giuseppe Verdi”. Chi la frequenta sa bene di quale meraviglia
custodisce la Sala Capitolare. Prendete almeno due capolavori assoluti: L’ultima
Cena di Gaudenzio Ferrari e la Crocifissione di Giulio Campi che
troverete alla vostra sinistra e alla vostra destra percorrendo la navata fino
ai piedi dell’altare. Prendete i due magnifici organi disposti in cornu evangelii
e in cornu epistolae. Prendete un coro composto dalla soprano Iris-Anna
Dechert, dal tenore Philipp Classen, dal basso Roland Faust, dall’alto Jonathan
Kionke. Prendete un organista: Markus Utz. E prendete un sassofonista: Sandro
Compagnon. Prendete la musica organistica di Heinrich Isaac che deve accendere di
bagliori i brani liturgici. Prendete tutto questo e vi troverete coinvolti non
in un semplice concerto, ma dentro un raffinatissimo evento in cui armonia e
bellezza hanno toccato il vertice, ed il nostro cuore se ne è estasiato.
Dobbiamo questo miracolo all’Associazione Culturale La Cappella Musicale e alla
sua XX edizione del festival internazionale di musica antica Milano Arte
Musica.
L’Ensemble Cantissimo, di cui vi ho dato i nomi delle singole
voci, ci ha mostrato che cosa si può fare con il suono prodotto dalle sole corde
vocali, con le modulazioni, con i toni, con i registri, con i timbri. Erano
quattro voci e pareva un coro di angeli e l’armonia che ne derivava bastava a sé
stessa anche quando né l’organo del maestro Utz, né le struggenti
improvvisazioni del sassofono di Compagnon, erano convolti nell’accompagnamento.
E quando questi strumenti entravano a sorreggerne l’architettura armonica tutto
si faceva più denso e più dolce nello stesso tempo.
Sulla presenza dominate
dell’organo nella musica sacra ci è noto tutto: è uno strumento celeste,
mistico. Ma vi assicuro che la presenza del sassofono si è rivelato
sorprendente sia negli a solo, sia nelle parti in cui organo e coro
andavano all’unisono. Una serata preziosa. Un regalo graditissimo. Chi ha avuto
l’ardire di sfidare la tremenda calura di ieri sera per recarsi in Santa Maria
della Passione, ne è stato ampiamente ricompensato.