Pagine

domenica 12 luglio 2026

LA BUONA MUSICA A LANCIANO
di Niki Ranalli



Una settimana di musica, arte e cultura: il Festival che ha emozionato Lanciano.

Ci sono eventi che durano pochi giorni, ma che riescono a lasciare un ricordo destinato a rimanere nel tempo. Il Festival che si è svolto a Lanciano dal 28 giugno al 5 luglio 2026 per la 15a edizione è stato proprio questo: una manifestazione che ha saputo trasformare ogni serata in un momento di incontro, condivisione e crescita culturale, regalando al pubblico emozioni autentiche attraverso il linguaggio universale della musica e dell’arte. Per un’intera settimana, il festival ha rappresentato un punto di riferimento per appassionati, musicisti, studiosi e curiosi, offrendo un programma ricco e variegato nel quale concerti, conferenze, mostre e momenti di riflessione si sono alternati in perfetta armonia. Non si è trattato soltanto di una rassegna musicale, ma di un vero percorso culturale capace di valorizzare il patrimonio artistico e musicale, dimostrando come la bellezza possa ancora oggi unire persone di età e provenienze diverse. L’apertura del festival è stata affidata alla mostra “Moz-Art”, un'esposizione che ha saputo fondere fotografia e pittura in un dialogo intenso tra immagini, colori e sensibilità artistiche. Le opere esposte hanno accompagnato i visitatori per tutta la durata della manifestazione, diventando il filo conduttore di un viaggio fatto di creatività e ricerca espressiva. La serata inaugurale è proseguita con una conferenza dedicata alla musica e ai libri, impreziosita dall’ascolto di incisioni su grammofono: un momento particolarmente suggestivo che ha riportato il pubblico al fascino senza tempo dell'ascolto analogico, ricordando quanto la musica possa conservare intatta la propria capacità di emozionare. Nei giorni successivi il festival ha continuato a sorprendere grazie a una successione di concerti di altissimo livello. 



Il pubblico ha potuto riscoprire il suono raffinato del liuto, della chitarra alla spagnola, del fortepiano, del clavicembalo, del flauto dolce e degli strumenti della tradizione barocca, interpretati da musicisti di grande esperienza e sensibilità artistica. Ogni esibizione è stata molto più di un semplice concerto: è stata un'occasione per immergersi in epoche lontane, lasciandosi trasportare da melodie che ancora oggi conservano una straordinaria forza espressiva. Particolarmente apprezzata è stata anche la scelta di alternare ai concerti momenti di approfondimento culturale. Le conferenze hanno permesso agli spettatori di comprendere meglio il contesto storico delle opere eseguite, il lavoro dei compositori e l’evoluzione degli strumenti musicali. Questo dialogo continuo tra musica e conoscenza ha reso ogni appuntamento ancora più coinvolgente, dimostrando come la cultura diventi più viva quando viene raccontata e condivisa. Uno degli aspetti più belli dell’intera manifestazione è stato il clima che si è creato sera dopo sera. Gli artisti non sono apparsi come figure distanti, ma come protagonisti di un incontro sincero con il pubblico. Ogni applauso, ogni sorriso e ogni momento di silenzio durante le esecuzioni hanno contribuito a creare un’atmosfera intima e partecipata, nella quale la musica è diventata un linguaggio comune capace di abbattere qualsiasi distanza. Il gran finale ha rappresentato il momento più intenso dell’intero festival. La presentazione del libro del Maestro Matteo Cicchitti “Eternità d’istanti”, seguita dal concerto conclusivo diretto da Matteo Cicchitti insieme all’ensemble Musica Elegentia, ha sintetizzato perfettamente lo spirito della manifestazione. L’esecuzione, caratterizzata da eleganza, precisione e profonda espressività, ha coinvolto il pubblico in un viaggio musicale capace di intrecciare passato e presente, dimostrando quanto la musica antica continui ancora oggi a parlare al cuore delle persone. La serata si è conclusa in un clima di festa, simbolo di un festival capace di coniugare tradizione e contemporaneità. Al termine della settimana resta soprattutto il ricordo delle emozioni vissute. Il festival ha confermato come la cultura non sia soltanto intrattenimento, ma anche occasione di crescita personale, dialogo e condivisione. Ogni concerto, ogni conferenza e ogni esposizione hanno contribuito a costruire un’esperienza collettiva nella quale il pubblico è stato protagonista insieme agli artisti. In un’epoca in cui spesso il tempo sembra scorrere troppo velocemente, manifestazioni come questa ricordano il valore di fermarsi ad ascoltare, osservare e lasciarsi emozionare.