Abiti nei nostri cuori, Carlo,
nel nobile silenzio. Lacrime solitarie rigano il
nostro viso immobile, con le labbra dischiuse sussurrano parole spogliate, vibrano nude nel dolore della tua
assenza. Hai dato la vita alla libertà. Hai narrato la tua autenticità
nel viatico della vita. Hai amalgamato nel campo delle
tue vibranti emozioni l’ascolto della
gratitudine soave, la passione dell’impegno sociale
e politico. La Genova cosmopolita ha osato
profanare le vie, le piazze della città con
i sublimi corpi in corteo, urlando i moti
della rivolta per zittire i potenti oligarchi, protetti da acquiescenti che
hanno profanato la dignità delle
piazze, picchiando, torturando, con violenza
inaudita. Là, nella piazza, un proiettile ha tacitato gli occhi di Carlo. Riverso per terra sull’asfalto, le ruote hanno lastricato il suo corpo silente. [Luglio 2026]