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domenica 19 luglio 2026

PONTE MORANDI
di Angelo Gaccione



I morti non ce li hanno fatti vedere. Non si trova nessuna foto dei 43 corpi straziati. Nemmeno una foto di tutte le vittime assieme. Allora ho cercato una croce, una povera croce, la più misera di tutte le croci a loro memoria. 


Quando, finalmente, aggiorneremo il Codice Penale eliminando le tante ambiguità che esso contiene? Il linguaggio giuridico è volutamente uno dei più ambigui, contorti e manipolato in assoluto. La sua artificiosità è fatta apposta e voluta perché esso sia usato come un vero e proprio strumento di potere ad uso e consumo delle classi dominanti. Non per nulla è stato uno scrittore, Alessandro Manzoni, ad usare per la prima volta l’efficacissimo motto popolare di azzeccagarbugli per designare un avvocato, un uomo di legge. Non per nulla il nostro Parlamento pullula di avvocati, è dominato da questa categoria, e le leggi che ne vengono fuori brillano per spudoratezza, per scandalosa ambiguità e sembrano fatte apposta per essere violate. Sembrano scritte deliberatamente per tutelare i farabutti di ogni risma che raramente alla “giustizia” vengono assicurati. Gli scrittori, che del linguaggio dovrebbero essere i più rigorosi custodi e difensori, per tenere fede al principio di verità e di chiarezza, non se ne curano come se la cosa non li riguardasse, e lasciano a politici, giuristi e gazzettieri della peggiore specie, di farne scempio e strumento di oppressione e di menzogna. Prendiamo la ambigua locuzione neutra: “è caduto il Ponte Morandi” con cui azzeccagarbugli, politici, giuristi e gazzettieri hanno coperto in questi otto anni la strage di ben 43 persone. Il genere “neutro” non esiste: vale per le azioni umane che per i fenomeni naturali in genere. Tutto ha sempre un’origine. Un ponte non crolla, è lasciato crollare dalle inadempienze, dal menefreghismo. A Piazza Fontana non è scoppiata una bomba, è stata fatta scoppiare da mani assassine e criminali. Dunque ci sono dei soggetti, dei responsabili a cui dare nomi e cognomi. E, se vogliamo essere coerenti e giusti, dobbiamo applicare questo rigore logico ad ogni singolo evento. Perciò non scoppia la guerra, è fatta scoppiare; i soldati non sono morti, sono stati mandati a morire. E allora dobbiamo cercare il soggetto, i soggetti, i responsabili. Perché, lo ripeto, il genere neutro non esiste. I credenti coerenti con loro stessi dicono: “Il buon Dio ha mandato la pioggia per ristorare i campi. Danno il nome a un fenomeno, ne indicano il soggetto e non usano il genere neutro. I non credenti, o semplicemente la gente comune, dice: “È piovuto” e “Ha piovuto”. In questa seconda formula nella mia lingua dialettale. Questo perché l’artefice non è immediatamente identificabile o perché più saggiamente non si può attribuire un potere di tal fatta a qualcuno di fisicamente concreto. Ma se ti metti a ragionare con il più semplice dei contadini, ti dirà, senza sapere di meteorologia e di fisica, tutte le ragioni e le cause della pioggia. Cioè come si è prodotta, le combinazioni che l’hanno determinata. In ultima analisi, le cause come soggetto. E anche in questo caso ogni neutralità va a farsi benedire.