SOTTOVALUTAZIONE E
BATTAGLIA CULTURALE di Franco Astengo
Mi è
capitato di ascoltare Vannacci in TV esporre il suo progetto di “reimmigrazione”.
Mi permetto di intervenire subito sull’argomento per esprimere una forte
preoccupazione non tanto posta sul piano del consenso elettorale, piuttosto
sulla “mala pianta” che idee di questo genere possono alimentare sul terreno
morale e culturale nella convivenza civile di questo Paese. Un’analisi che
dovrebbe essere rivolta anche ai partiti ed elettrici ed elettori di
centro-destra che non dovrebbero concedere spazio, anche sul piano della
alleanza politica, a siffatte ipotesi. Il progetto di “reimmigrazione” così
come esposto da Vannacci è un progetto di chiara matrice ideologica nazista:
ciò va affermato senza mezzi termini perché questo progetto di “reimmigrazione”
prevede la discriminazione preventiva di milioni di persone sulla base di un
requisito giuridico: quello della doppia cittadinanza. Elemento che non c’entra
nulla con la piaga dell’immigrazione clandestina (che si accompagna ad enormi
fenomeni di sfruttamento) e l’ordine pubblico (di cui dovrebbe occuparsi la
Polizia). Non viene precisato verso chi sarà esercitata la discriminazione
verso la doppia cittadinanza: saranno compresi in questa catalogazione
(distinguibile soggettivamente con il ripristino della stella gialla?) anche le
cittadine e i cittadini in possesso della doppia cittadinanza con i paesi
occidentali o con paesi del Sud America (al riguardo dei quali la doppia
cittadinanza deriva, nella maggior parte dei casi, da origini familiari in
Italia)?
Appare evidente che questa
diversità di trattamento è completamente fuori dall’articolo 3 della
Costituzione: articolo che tra l’altro deve essere considerato il pilastro
fondamentale dell’identità politica e culturale della Repubblica. Bisogna
essere chiari su questo punto fondamentale e non sottovalutarlo:
sottovalutazione che del resto si verificò per Fratelli d’Italia nel 2022 verso
cui non fu svolta con la forza necessaria una campagna antifascista. Esiste
comunque una differenza con Futuro Nazionale: Fratelli d’Italia rappresenta
l’eredità diretta della Repubblica di Salò (e la rivendica con forza, come è
stato nella recente commemorazione di Bignami a Bologna); eredità diretta di
Salò che fu ammessa, tramite l’MSI, nel consesso parlamentare.
Rimane comunque tutto intero il
tema costituzionale e quello antifascista: purtroppo nessuno dei partiti
presenti nell’arena attuale ha contribuito direttamente alla stesura della
Carta fondamentale ed era presente nell’Assemblea Costituente. Questo fatto ci
riporta alla frettolosità con la quale fu liquidato il sistema dei partiti
negli anni’90 che si cercò di sostituire con la personalizzazione e
l’esaltazione impropria della governabilità. Sicuramente nell’attualità sono
presenti soggetti che rivendicano quell’identità costituzionale ma è diverso
avere in quella identità di grande portata storica e culturale il protagonismo
diretto rispetto alla semplice rivendicazione di una eredità. In sostanza sarebbe necessario
sviluppare una forte campagna che identifichi con precisione la matrice
ideologica del progetto di “reimmigrazione” (al di là delle difficoltà pratiche
di applicazione) dichiarando subito un “non riconoscimento” di un eventuale
governo che comprendesse un partito che nel proprio programma avesse scritto un
progetto del genere (si ricorda che la presentazione del programma rappresenta
un requisito obbligatorio per la partecipazione alle elezioni). La Presidenza
della Repubblica dovrebbe essere ben avvertita di questo stato di cose: saremmo
di fronte ad una evidente incostituzionalità di un soggetto che potrebbe far
parte di una futuribile compagine di governo e questo non potrà essere
accettato in ogni caso, ben oltre il semplice voto contrario nell’espressione
di fiducia. Infine: a sinistra non si
commetta l’errore di “non parlare di Vannacci per non fargli pubblicità”.
Occorre invece una contestazione continua e una forte battaglia culturale di
contrasto radicale.