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martedì 14 luglio 2026

SOTTOVALUTAZIONE E BATTAGLIA CULTURALE
di Franco Astengo



Mi è capitato di ascoltare Vannacci in TV esporre il suo progetto di “reimmigrazione”. Mi permetto di intervenire subito sull’argomento per esprimere una forte preoccupazione non tanto posta sul piano del consenso elettorale, piuttosto sulla “mala pianta” che idee di questo genere possono alimentare sul terreno morale e culturale nella convivenza civile di questo Paese. Un’analisi che dovrebbe essere rivolta anche ai partiti ed elettrici ed elettori di centro-destra che non dovrebbero concedere spazio, anche sul piano della alleanza politica, a siffatte ipotesi. Il progetto di “reimmigrazione” così come esposto da Vannacci è un progetto di chiara matrice ideologica nazista: ciò va affermato senza mezzi termini perché questo progetto di “reimmigrazione” prevede la discriminazione preventiva di milioni di persone sulla base di un requisito giuridico: quello della doppia cittadinanza. Elemento che non c’entra nulla con la piaga dell’immigrazione clandestina (che si accompagna ad enormi fenomeni di sfruttamento) e l’ordine pubblico (di cui dovrebbe occuparsi la Polizia). Non viene precisato verso chi sarà esercitata la discriminazione verso la doppia cittadinanza: saranno compresi in questa catalogazione (distinguibile soggettivamente con il ripristino della stella gialla?) anche le cittadine e i cittadini in possesso della doppia cittadinanza con i paesi occidentali o con paesi del Sud America (al riguardo dei quali la doppia cittadinanza deriva, nella maggior parte dei casi, da origini familiari in Italia)?



Appare evidente che questa diversità di trattamento è completamente fuori dall’articolo 3 della Costituzione: articolo che tra l’altro deve essere considerato il pilastro fondamentale dell’identità politica e culturale della Repubblica. Bisogna essere chiari su questo punto fondamentale e non sottovalutarlo: sottovalutazione che del resto si verificò per Fratelli d’Italia nel 2022 verso cui non fu svolta con la forza necessaria una campagna antifascista. Esiste comunque una differenza con Futuro Nazionale: Fratelli d’Italia rappresenta l’eredità diretta della Repubblica di Salò (e la rivendica con forza, come è stato nella recente commemorazione di Bignami a Bologna); eredità diretta di Salò che fu ammessa, tramite l’MSI, nel consesso parlamentare.



Rimane comunque tutto intero il tema costituzionale e quello antifascista: purtroppo nessuno dei partiti presenti nell’arena attuale ha contribuito direttamente alla stesura della Carta fondamentale ed era presente nell’Assemblea Costituente. Questo fatto ci riporta alla frettolosità con la quale fu liquidato il sistema dei partiti negli anni’90 che si cercò di sostituire con la personalizzazione e l’esaltazione impropria della governabilità. Sicuramente nell’attualità sono presenti soggetti che rivendicano quell’identità costituzionale ma è diverso avere in quella identità di grande portata storica e culturale il protagonismo diretto rispetto alla semplice rivendicazione di una eredità.
In sostanza sarebbe necessario sviluppare una forte campagna che identifichi con precisione la matrice ideologica del progetto di “reimmigrazione” (al di là delle difficoltà pratiche di applicazione) dichiarando subito un “non riconoscimento” di un eventuale governo che comprendesse un partito che nel proprio programma avesse scritto un progetto del genere (si ricorda che la presentazione del programma rappresenta un requisito obbligatorio per la partecipazione alle elezioni). La Presidenza della Repubblica dovrebbe essere ben avvertita di questo stato di cose: saremmo di fronte ad una evidente incostituzionalità di un soggetto che potrebbe far parte di una futuribile compagine di governo e questo non potrà essere accettato in ogni caso, ben oltre il semplice voto contrario nell’espressione di fiducia.
Infine: a sinistra non si commetta l’errore di “non parlare di Vannacci per non fargli pubblicità”. Occorre invece una contestazione continua e una forte battaglia culturale di contrasto radicale.