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martedì 14 luglio 2026

LE CAUSE DELLA GUERRA IN UCRAINA
di Roberto Zani
 
Penso che la Nato stessa sia
un criminale di guerra 

Caro Gaccione, spero di trovarla bene. È un po’ di tempo che non ci sentiamo e le scrivo per condividere alcune considerazioni su questa guerra apparentemente insensata ma sicuramente tremenda. Vorrei cercare di inquadrare quanto sta avvenendo rivolgendomi, sia allo studio degli elementi che hanno causato questo conflitto, e sia all’adeguatezza delle parole per descriverlo. L’elenco, per difetto, degli elementi che: dalle volutamente disattese promesse della NATO di non penetrare di “un pollice” i territori dell’ex Unione Sovietica, (iniziando - viceversa - dal giorno dopo, ad installarvi basi USA e NATO); alle operazioni della CIA culminate con Piazza Maidan del 2014; al “continuo abbaiare nel giardino del vicino” (Papa Francesco); a l’accerchiamento costante da Nord a Sud della Russia; alla “derisione” (Condoleeza Rice) della proposta russa di neutralità dell’Ucraina; ecco, fermandoci solo a questi elementi ritengo che la decisione della Russia di invadere l’Ucraina non potesse purtroppo (vista dalla Russia) non esser presa. Pertanto, io la chiamo invasione per legittima difesa. 



E ritengo, queste, le parole adeguate per rappresentarla. L’insensatezza apparente e la volontà di “allargare l’impero”: termini con cui gli USA, ma soprattutto i paesi europei, tentano di descrivere l’invasione russa si fonda, oltre che sull’ipocrisia di questi ultimi, sulla loro inettitudine e sull’abdicazione del ruolo della politica e e della diplomazia asservite, entrambe, allo strapotere dei produttori di armi. Ma oltre a ciò, questa descrizione, poggia sulla autonarrazione, questa sì insensata, stupida, sia della volontà russa di invadere l’Europa (sciocchezza che sta perdendo vigore, in verità, ma che continua a “giustificare” l’assurdo e scomposto riarmo dei paesi europei) e sia sulla “convinzione” di poter sconfiggere la Russia sul campo di battaglia. Ritengo - rispetto a questultima “convinzione” che potrà essere possibile o probabile che la Russia non riesca a vincere una guerra convenzionale combattuta contro USA e NATO (per tramite l’Ucraina), ma sono persuaso che la Russia “non può perdere” questa guerra. Ovvero non può accettare di venire sconfitta, in quanto il “senso russo” di questa guerra poggia, oltre che su questioni di sicurezza, anche sull’identità profonda, storica e religiosa, di quel popolo e del suo significato esistenziale. Temo, pertanto, che Putin e i suoi combatteranno con le armi convenzionali sino a che il costo in uomini e armi potrà essere, secondo loro, accettabile e giustificato; quando questo non lo sarà più passeranno alle “bombe tattiche” nucleari. Scenario, purtroppo, abbastanza verosimile. Poi, il refrain continuo dei paesi UE che ripete la ricerca della “pace giusta e duratura” è un altro degli autoinganni semantici e propagandistici che mirano a non affrontare la realtà della situazione e a proseguire la corsa degli armamenti. Non sono uno studioso di conflitti e quindi non ho alcuna autorevolezza in materia ma, per quanto possa capire degli esiti delle guerre, questi non si fondano sull’ottenimento della pace “giusta” ma sull’accettazione della pace “possibile”. Le parole adeguate, da sole, certo, non faranno finire la guerra ma ci possono aiutare a comprendere e ad aver coscienza delle cause che l’hanno determinata e al necessario coraggio di affrontare la realtà per individuare i modi con i quali finirla. Ed è quindi, anche alle parole, che dobbiamo guardare e chiedere il loro aiuto. In attesa di sentirla la saluto cordialmente.

Roberto Zani