Condivido una parte della riflessione di Astengo sulla
funzione “pedagogica” del partito, sul rapporto tra moralità e politica, etc.,
ma la visione di Astengo mi sembra un po’ troppo trionfalistica, nostalgica e
agiografica. Ricordo almeno tre cose: 1) la “doppiezza” togliattiana, che tra l’altro
fece approvare a Togliatti e alla stragrande maggioranza del PCI l’invasione
dell’Ungheria nel 1956 da parte delle truppe del Patto di Varsavia; 2) sul
rapporto politica-cultura ricordo la polemica Vittorini-Togliatti, dove
Vittorini rivendicava giustamente la libertà della cultura e degli
intellettuali che non dovevano essere cagnolini ubbidienti del Partito, non
dovevano quindi “suonare il piffero della rivoluzione”; 3) ricordo alcuni
articoli di Togliatti su “Rinascita”, in cui il “Migliore” si scagliava con
estrema durezza contro l’arte e gli artisti non collimanti con i diktat del
cosiddetto “realismo socialista”. Franco
Toscani - saggista