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martedì 11 agosto 2026

COSTITUZIONE E DESTINO
di Marcello Campisani


 
Ti direi, caro Angelo, di girare questa canzonetta a qualche Solone di sinistra che, dopo 4 anni di infamie e pillole amare, non ha ancora un programma. Manco ci fosse chissà quale varietà di scelta. “Chissà se pe la pecorella proletaria sia meglio la tendenza riformista o la tendenza rivoluzionaria”, scriveva già Trilussa sul più idiota degli argomenti. Evidentemente, si persegue l’anorchide progetto di vincere le elezioni. Ma se si vince con chi vuole continuare con gli armamenti e con la guerra termonucleare è mille volte meglio perdere. Se invece il programma è la pace ed il miglioramento economico, basta contrattare, all’insegna della massima diffidenza, pure col demonio e cominciare a scongiurare sia la guerra che il vassallaggio a stelle e strisce. Allora può andar bene pure Vannacci, oltre alla stragrande maggioranza di noi italiani, stanchi di dissanguarci per una guerra, per conto terzi, che comunque vada a finire, per noi risulta tanto più perduta quanto più perdura. E niente progetti a lungo termine. Un accordo per una legislatura di emergenza, della durata di un anno. Quanto basta per scongiurare la guerra e ripristinare la legalità, reintroducendo la spazzacorrotti e abolendo tutte le criminofile porcherie giuridiche, da Cartabia a Nordio, magari con incriminazione di questi ultimi e loro complici, sulla base di quanto ancora sopravvive del codice Rocco. Un affettuoso saluto. Marcello.


 


Costituzione e destino


Molti han letto la Costituzione.
Pochissimi però l’hanno capita.
Attuarla è la gran rivoluzione
che vedrebbe l’Italia rinsavita.


I molti si sono impoveriti,
dall’infamia cucinati e cotti,
i pochi ancor di più arricchiti
da privilegi e da salvacondotti.


Parliamo ancora di democrazia,
ma la sua sostanza è già svanita.
Potrà restarne sol la parodia,
se non ridestata a nuova vita.


Bisogna sperare l’impossibile,
come Eraclito sempre proponeva.
Solo così diventerà probabile.
Del resto non basta che una leva
e si può sollevar l’intero mondo,
così come Archimede già diceva,
facendo della terra un mappamondo.


Trovateci qualcuno che ci creda,
che abbia l’utopistica ambizione,
facendone programma elettorale,
di attuare la Costituzione
e smetterla così di farci male;
che all’opposizione balbettante,
fornisca tutto quanto l’occorrente,
e cioè il sogno più esaltante
condiviso dal cuore e dalla mente.


Farebbe rifiorire la speranza,
restituendo alla smarrita gente
il senso dell’umana fratellanza,
cementando l’intero continente,
all’insegna dell’etico sapere:
fuor dal vangelo costituzionale
si ragiona soltanto col sedere:
dell'uomo resta solo l’animale.


La civiltà richiede la cultura.
L’ignoranza produce dei nazisti.
Ben poco vale la dolce natura
se confonde i Barabba con i Cristi.