Ti direi,
caro Angelo, di girare questa canzonetta a qualche Solone di sinistra che, dopo
4 anni di infamie e pillole amare, non ha ancora un programma. Manco ci fosse
chissà quale varietà di scelta. “Chissà se pe la pecorella proletaria sia
meglio la tendenza riformista o la tendenza rivoluzionaria”,scriveva
già Trilussa sul più idiota degli argomenti. Evidentemente, si persegue l’anorchide
progetto di vincere le elezioni. Ma se si vince con chi vuole continuare con
gli armamenti e con la guerra termonucleare è mille volte meglio perdere. Se
invece il programma è la pace ed il miglioramento economico, basta contrattare,
all’insegna della massima diffidenza, pure col demonio e cominciare a
scongiurare sia la guerra che il vassallaggio a stelle e strisce. Allora può
andar bene pure Vannacci, oltre alla stragrande maggioranza di noi italiani,
stanchi di dissanguarci per una guerra, per conto terzi, che comunque vada a
finire, per noi risulta tanto più perduta quanto più perdura. E niente progetti
a lungo termine. Un accordo per una legislatura di emergenza, della durata di
un anno. Quanto basta per scongiurare la guerra e ripristinare la legalità,
reintroducendo la spazzacorrotti e abolendo tutte le criminofile porcherie
giuridiche, da Cartabia a Nordio, magari con incriminazione di questi ultimi e
loro complici, sulla base di quanto ancora sopravvive del codice Rocco. Un
affettuoso saluto. Marcello.
Costituzione e destino
Molti han letto la
Costituzione.
Pochissimi però l’hanno capita.
Attuarla è la gran rivoluzione
che vedrebbe l’Italia rinsavita.
I molti si sono
impoveriti,
dall’infamia cucinati e cotti,
i pochi ancor di più arricchiti
da privilegi e da salvacondotti.
Parliamo ancora di
democrazia,
ma la sua sostanza è già svanita.
Potrà restarne sol la parodia,
se non ridestata a nuova vita.
Bisogna sperare l’impossibile,
come Eraclito sempre proponeva.
Solo così diventerà probabile.
Del resto non basta che una leva e si può sollevar l’intero
mondo,
così come Archimede già diceva,
facendo della terra un mappamondo.
Trovateci qualcuno che ci creda, che abbia l’utopistica
ambizione,
facendone programma elettorale,
di attuare la Costituzione
e smetterla così di farci male; che all’opposizione
balbettante,
fornisca tutto quanto l’occorrente,
e cioè il sogno più esaltante
condiviso dal cuore e dalla mente.
Farebbe rifiorire la
speranza,
restituendo alla smarrita gente
il senso dell’umana fratellanza,
cementando l’intero continente, all’insegna dell’etico
sapere: fuor dal vangelo costituzionale
si ragiona soltanto col sedere:
dell'uomo resta solo l’animale.
La civiltà richiede
la cultura.
L’ignoranza produce dei nazisti.
Ben poco vale la dolce natura
se confonde i Barabba con i Cristi.