A proposito di
rincoglionimento europeo, Mario Draghi, dopo essersi prestato al gioco sporco
di von der Leyen, i cui unici interessi sono il riarmo e la guerra alla Russia,
prova a rimettersi in gioco con un tink tank, e a rilanciare le sue
proposte. Il problema è che non capisce che l’epoca dell’Europa fatta dai
tecnici è finita, ed è finita con la caduta dell’Unione Sovietica, quando gli
Stati Uniti hanno imboccato la strada dell’unipolarismo, ossia hanno dato
libero sfogo alle mire imperialistiche. Il risultato dell’illusione che tutto
procedesse come prima è che l’Europa è scivolata di nuovo nel baratro della
guerra, se non esce in fretta dal quale, ciò che l’aspetta è la miseria o la
cenere. La via d’uscita dal baratro è naturalmente la pace, non una pace
qualsiasi, ma quella che passa per lo scioglimento della NATO, e un patto per
la sicurezza comune con la Russia. In altre parole, il rilancio dell’Europa non
passa per le riforme economiche, ma per l’unità politica. Questa a sua
volta passa per il risveglio della passione politica, la quale può essere
sollecitata solo dall’obiettivo della sovranità, dalla volontà di progettare il
futuro in termini di progresso sociale, oltre che di sviluppo
economico, in una parola, da una strategia (non è necessario aggiungere
politica). Enrico Letta che non è tra i promotori, forse per rivalità
personale, o forse perché ha capito, sebbene si tratti di un’ipotesi poco
credibile, che il problema dell’Europa è politico.[Franco Continolo]