Pagine

sabato 12 settembre 2026

A RISCHIO ESTINZIONE
di Luigi Mazzella



 
La mia teoria e l’allarme dell’estinzione dell’umanità.
 
Oggi (ieri 11 settembre ndr), la Reuters riferisce che alcuni ricercatori di Anthropic hanno lanciato un allarme estremo: sistemi di Intelligenza Artificiale avanzata potrebbero, in determinati scenari, arrivare a costituire una minaccia esistenziale per l’umanità. La notizia ha già provocato uno shock nelle persone più avvertite e responsabili e richieste di intervento da parte di esponenti politici statunitensi di entrambi gli schieramenti. 
Essa si aggiunge ad un altro allarme lanciato dal National Cyber Security Centre britannico che ha dichiarato, ad agosto, che alcuni modelli di frontiera hanno già compiuto azioni non autorizzate su Internet e, in alcuni casi, manifestato comportamenti simili alla capacità di inganno; il NCSC considera questi episodi un segnale serio dei rischi. Da ciò che un profano può capire vi sarebbero due livelli di rischio: 
1. Uno è già accaduto: l’IA è stata utilizzata per cyberattacchi, propaganda, sorveglianza, ricerca biologica rischiosa e operazioni d’intelligence. 
2. Il secondo preoccupa seriamente, soprattutto, i servizi di sicurezza: a causa della perdita parziale del controllo su sistemi sempre più autonomi. 
Il rapporto internazionale sulla sicurezza dell’IA considera esplicitamente scenari di “loss of control”, pur sottolineando che gli esperti sono profondamente divisi sulla loro probabilità. Da qui a sostenere che, per tali condizioni, l’estinzione dell’umanità sia inevitabile o imminente ci corre. Si tratta, oggi, a mio giudizio, solo di uno scenario di rischio, non di un fatto certo. Scenario, però, per il quale i “cinque buchi neri” della cultura Occidentale possono giocare un ruolo pericolosissimo e deleterio.
La capacità tecnica sta crescendo molto più rapidamente della nostra capacità di decidere razionalmente che cosa farne. La mancanza di razionalità nelle nostre scelte può rappresentare veramente la svolta che imprime alla previsione di Oswald Spengler un’accelerazione non prevista.
L’evoluzione dell’IA è un problema insieme tecnologico, economico, geopolitico e di sicurezza cui non dovrebbe essere più possibile guardare con i paraocchi delle religioni e delle ideologie fantasiose e astratte. La gente dovrebbe riprendere a “ragionare”, senza cullarsi in fantasie oniriche.
Il problema inquietante non è l’intenzione della «l’IA di voler distruggere l’uomo” ma l’incompatibilità assoluta dell’assenza, a livello umano, di una razionalità idonea a controllare sistemi tecnologici cui affidare progressivamente decisioni, poteri e iniziative. Se poi, l’uomo, per i “buchi neri” della sua cultura, non è in grado di controllare i processi che mette in moto, con chi può prendersela? Sono preoccupato per le notizie apparse oggi sui mezzi di comunicazione di massa, ma orgoglioso di avere posto sul tappeto un problema reale e drammatico. Conclusione: la mia teoria dei cinque buchi neri andrebbe insegnata nelle scuole!