Icarburanti alle stelle, con essi anche i beni di prima
necessità stanno aumentando in modo incontrollato. Nel frattempo gli stipendi
rimangono fermi.In
mezzo a questa situazione drammatica, il governo servile del nostro paese non
trova di meglio che partecipare attivamente alle operazioni di guerra in medio
oriente ed in Ucraina, sostenere politiche di riarmo e prendere in giro gli
italiani con la favoletta inutile del taglio del bollo auto. Noi non vogliamo morire poveri, né vogliamo
morire in guerra. Iniziano con il 23 settembre una serie di
iniziative di lotta che porteranno allo sciopero internazionale dei portuali
del 30 ottobre, per dire no alle guerre, non al riarmo, non ad ogni forma di
coinvolgimento di lavoratrici e lavoratori dentro la detestabile logica di
guerra che sta distruggendo i popoli dell’UE e che sta portando morte e
devastazione in Ucraina, in Libano, in Siria, in Iran e nella martoriata
Palestina. Per questo il 23 settembre, sotto la sede di
A2A, di recente multata per manipolazione del mercato (leggi speculazione),
bruceremo le bollette e altri oggetti simbolo della speculazione che sta
colpendo le nostre vite. Vi aspettiamo.