La chiamano democrazia. “Dobbiamo
continuare a garantire che gli Stati Uniti d’America possano colpire ovunque
nel mondo, nel momento e nel luogo da noi scelti, e sostenere tale forza”. Generale
Dan Caine, Capo dello Stato Maggiore Congiunto Conferenza Air Space Cyber,
National Harbor (Maryland), 16 settembre 2026. Del resto il suo capo, il
presidente americano Trump, ragiona così, come lui. Cosa scriverebbe la stampa occidentale
di un qualsiasi altro paese che dichiarasse pubblicamente un simile obiettivo?
Ci siamo illusi, e ancora c’è chi scrive che gli Stati Uniti siano una
democrazia, dopo avere affidato ad un uomo solo e alla sua banda, un potere
assoluto. Il presidente può licenziare a suo piacimento, far sequestrare per
strada persone innocenti e deportarle, chiudere i giornali non graditi, mentire
pubblicamente, umiliare l’Organizzazione delle Nazione Unite con un discorso da
teppista delinquenziale, oltraggiare la Corte Internazionale di Giustizia,
dichiarare guerre senza che nessuno abbia minacciato il suo Paese, favorire
colpi di Stato, pretendere terre non sue. Insomma, un vero e proprio presidente
terrorista di una nazione divenuta sempre più terrorista. Pensate che ad un
criminale di tal fatta è affidata la decisione di scatenare una guerra nucleare.
Miliardi di persone succube di un criminale che per concentrazione di potere
militare nelle proprie mani non ha avuto eguali nella storia dell’umanità.