Il canzoniere anarchico dalla Comune di Parigi ai
giorni nostri. Orgogliosamente presente anche il direttore di “Odissea” con
alcuni testi. Il libro: Il canto anarchico in Italia nell’Ottocento e nel
Novecento a cura
di Santo Catanuto e
Franco Schirone, Ed. Zero in Condotta, Milano, Pagine 416, euro 20, è giunto
alla terza edizione. La prima edizione era apparsa nel 2001,la seconda edizione
ampliata nel 2009. La
terza edizione si è resa necessaria a seguito delle numerose richieste. Per chi
già conosce l’opera, e soprattutto per chi viene a conoscerla ora, si tratta di
una pubblicazione di canti che copre un periodo che va dalla Comune di Parigi
(1871) e arriva a tempi a noi più recenti, attraversando eventi e avvenimenti
che hanno fatto la storia d’Italia dal punto di vista di un popolo vessato,
ribelle, proletario, antistatalista ma federalista che anela ad una società basata
sulla solidarietà e l’uguaglianza tra gli individui, all’abbattimento dello
sfruttamento dell’uomo sull’uomo, all’amore verso gli ultimi, alla
socializzazione dei mezzi di produzione, ad una organizzazione sociale senza
governo o Stato, senza servi e senza padroni… Canti che, già soli, narrano le
vicende dell’anarchismo. Canti che spronano gli sfruttati all’organizzazione, a
difendersi e attaccare la prepotenza dei padroni e dell’organizzazione statale,
a combattere contro le guerre e per la diserzione, a opporsi a tutte le
dittature, a costruire isole di antistato e a fare controinformazione sulle
repressioni che periodicamente si sono abbattute sul movimento anarchico:
sempre risorto dalle ceneri che i potenti e i prepotenti di turno hanno tentato
di seppellire. Le canzoni anarchiche hanno sempre affascinato e continuano ad
affascinare, basti leggere i canti di Pietro Gori, antesignano di tutto. Non a
caso sono riprese ancora oggi da innumerevoli cori, da cultori del canto
sociale, da studenti per le loro tesi di laurea, da singoli, fuori e dentro il
movimento specifico, da gruppi musicali, come Les Anarchistes, o i Montelupo -
solo per citarne alcuni -, da gruppi spontanei e singoli musicisti (Alessio
Lega, Marco Rovelli…) i cui repertori hanno attinto molto da questo lavoro
editoriale incrementandolo con nuovi canti, rendendolo sempre più vivo. Oggi
questa mappatura, che può essere fruita da più prospettive (storica, musicale,
sociale…) rivede la luce con una terza edizione che evidenzia chiaramente un
vero successo editoriale delle nostre edizioni. Per richieste: zic@zeroincondotta.org.