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mercoledì 23 settembre 2026

SCRITTE SU MURI E MARCIAPIEDI
di Angelo Gaccione


 
Milano è sommersa di scritte: se ne trovano sui muri dei palazzi, anche palazzi di una certa importanza e di buona fattura architettonica e che andrebbero protetti e non sporcati da geroglifici indecifrabili e da scarabocchi di pessimo gusto. Ne sono piene le serrande dei negozi di intere vie, le facciate delle scuole e delle università, i cartelli stradali, i bagni di locali pubblici, le fiancate dei mezzi di trasporto e ogni angolo dove c’è una superficie libera. Non vengono risparmiati nemmeno i luoghi di culto e di recente persino i marciapiedi e l’asfalto delle strade. 



Al tempo della contestazione si scrivevano sui muri, soprattutto delle università, frasi di protesta che avevano un senso profondo e spesso rivelavano una fervida fantasia creativa. Ne ho fotografate tante nel corso del tempo e diverse le ho pure usate a corredo di articoli, soprattutto contro la guerra. 



Durante le manifestazioni se ne scrivono anche ora: il 25 aprile in particolare, ma non tutti le gradiscono sui muri delle proprie case, com’è naturale. Scegliere muri degradati è un conto, imbrattare facciate linde e da poco ristrutturate è un altro. Ripulirle ha un costo che grava sui proprietari o sulle istituzioni pubbliche che impiegano i soldi dei cittadini. Tuttavia ci sono momenti in cui far parlare anche i muri è necessario: per riaffermare la volontà di pace, protestare per le tante morti sul lavoro, per dire basta ai femminicidi o allo spaccio di droga nei quartieri. I “cuori infranti” e gli innamorati, in genere lasciano frasi e messaggi sui muri delle case delle amorose; accanto ai portoni o nei dintorni. Sul pavé e sull’asfalto avevo visto impresso loghi di locali, pubblicità di prodotti, date di qualche evento per lo più musicale. 



Di recente mi sono imbattuto in scritte diffuse in varie zone della città e tutte sull’asfalto; ne riporto due fotografate sui marciapiedi nei pressi di casa mia. La prima dice: “Questa città vede l’amore che provo per te”, la seconda: “Dammi un motivo per restare qui con te”. Entrambe hanno la stessa grafia e la stessa firma, questa: @7SoulsDeep. 



Si tratta di un poeta e artista di strada americano che ha scelto questo singolare nome d’arte. Ho appurato che è ha trascorso alcuni giorni in Italia e ha voluto lasciare la sua impronta anche a Milano. La traduzione del suo nome è Sette Anime Profonde. Un nome da poeta, non c’è che dire.