DALLA PARTE DEI GIOVANI EUROPEI
di Antonio Montagnese
Il Governo
Italiano si è riunito e dopo uno studio approfondito e accurata analisi ha
deliberato una nuova via per le nuove generazioni in cerca di futuro: quella
delle carceri, ma solo dopo essere stati severamente malmenati.
Nel caso in cui i giovani invece
chiedessero la ragione per cui sono stati derubati del loro futuro, dovrebbero
essere bastonati a sangue.
Le nuove generazioni di tutta
Europa hanno preso consapevolezza che sono stati depredati del loro futuro ad
opera di una classe politica incompetente e incapace di intuire e costruire
politiche innovative. Una classe politica sottomessa ai voleri predatori dei
padroni: finanzieri e imprenditori.
Nel momento in cui la NATO,
sospinta dai comitati di affari americani, spostava verso Est la sfera di
influenza, non c’è stata in Europa una classe politica capace di comprendere
che avrebbero scatenato una nuova guerra, scivolando all’indietro verso gli
anni bui della storia.
Una classe politica capace
avrebbe dovuto invece coinvolgere gli stati dell’est Europa facendoli aderire
all’Unione Europea, Russia compresa. L’ingresso nell’Unione Europea era una
aspirazione delle nuove generazioni degli stati dell’Est, desiderosi di entrare
in Europa, vista come spazio di libertà, democrazia, uguaglianza e giustizia
sociale. L’Avvicinamento all’Unione Europea avrebbe rappresentato l’avvio di un
processo democratico degli stati dell’Est Europa, che peraltro rappresentava
una legittima aspirazione delle nuove generazioni, desiderosi di liberarsi
dalle politiche repressive.
L’Avvio di un processo europeo
inclusivo avrebbe evitato la guerra con i conseguenti risvolti economici che
oggi conosciamo nell’intero continente europeo. L’Europa invece ha deciso di
seguire la Nato e i comitati di affari americani, muovendo guerra ai giovani
dell’Est, desiderosi di uno spazio pacifico e di libertà, rappresentato fino ad
allora dall’Europa.
Ma le grandi intuizioni politiche
potevano essere realizzate da menti dotati di pensiero e non invece da piccoli
cervelli mai visitati e illuminati dall’intelligenza. Era necessario impedire e
non fomentare lo scontro per evitare una guerra sanguinosa che ha anche dissanguato
l’Europa dalla ricchezza che avrebbe potuto e dovuto impiegare per costruire il
futuro delle nuove generazioni, avendo cosi anche a disposizione le risorse
energetiche provenienti a basso costo dall’Est. L’Europa avrebbe dovuto aprirsi
e offrire uno spazio di libertà e diplomazia. L’Europa avrebbe dovuto cogliere
le aspirazioni provenienti dai giovani dell’Est, costruendo un continente di
cultura democratica, un luogo di libertà e giustizia sociale, non invece un
fortino armato con le armi dei pupi americani. L’Europa si è dissanguata in una
guerra folle perché guidata dalla pochezza di una classe politica mediocre,
ricattata o ricattabile, incapace di tenere la schiena dritta nei confronti
dell’America e i suoi compagni di merenda come gli Israeliani, ma anzi
preoccupata di mostrarsi remissiva e accondiscendente verso i comitati di
affari. In questa nuova e avvilente realtà Europea, le contestazioni dei
giovani che si verificano in Francia, Spagna, Grecia, Albania, Italia,
Svizzera, rappresentano davvero l’unica novità. I vecchi incompetenti non
dovrebbero reprimere i giovani per spezzare il momento nuovo e dinamico che sta
realizzando. I giovani dovrebbero essere liberi per esprimersi e lavorare per
realizzare le loro legittime aspirazioni, come la pace, la protezione
dell’ambiente e una maggiore giustizia sociale, un mondo migliore, rispetto a
quello realizzato dalla miseria politica attuale.
