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lunedì 26 ottobre 2026

DALLA PARTE DEI GIOVANI EUROPEI
di Antonio Montagnese 


 
Il Governo Italiano si è riunito e dopo uno studio approfondito e accurata analisi ha deliberato una nuova via per le nuove generazioni in cerca di futuro: quella delle carceri, ma solo dopo essere stati severamente malmenati.
Nel caso in cui i giovani invece chiedessero la ragione per cui sono stati derubati del loro futuro, dovrebbero essere bastonati a sangue.
Le nuove generazioni di tutta Europa hanno preso consapevolezza che sono stati depredati del loro futuro ad opera di una classe politica incompetente e incapace di intuire e costruire politiche innovative. Una classe politica sottomessa ai voleri predatori dei padroni: finanzieri e imprenditori.
Nel momento in cui la NATO, sospinta dai comitati di affari americani, spostava verso Est la sfera di influenza, non c’è stata in Europa una classe politica capace di comprendere che avrebbero scatenato una nuova guerra, scivolando all’indietro verso gli anni bui della storia.
Una classe politica capace avrebbe dovuto invece coinvolgere gli stati dell’est Europa facendoli aderire all’Unione Europea, Russia compresa. L’ingresso nell’Unione Europea era una aspirazione delle nuove generazioni degli stati dell’Est, desiderosi di entrare in Europa, vista come spazio di libertà, democrazia, uguaglianza e giustizia sociale. L’Avvicinamento all’Unione Europea avrebbe rappresentato l’avvio di un processo democratico degli stati dell’Est Europa, che peraltro rappresentava una legittima aspirazione delle nuove generazioni, desiderosi di liberarsi dalle politiche repressive.



L’Avvio di un processo europeo inclusivo avrebbe evitato la guerra con i conseguenti risvolti economici che oggi conosciamo nell’intero continente europeo. L’Europa invece ha deciso di seguire la Nato e i comitati di affari americani, muovendo guerra ai giovani dell’Est, desiderosi di uno spazio pacifico e di libertà, rappresentato fino ad allora dall’Europa.
Ma le grandi intuizioni politiche potevano essere realizzate da menti dotati di pensiero e non invece da piccoli cervelli mai visitati e illuminati dall’intelligenza. Era necessario impedire e non fomentare lo scontro per evitare una guerra sanguinosa che ha anche dissanguato l’Europa dalla ricchezza che avrebbe potuto e dovuto impiegare per costruire il futuro delle nuove generazioni, avendo cosi anche a disposizione le risorse energetiche provenienti a basso costo dall’Est. L’Europa avrebbe dovuto aprirsi e offrire uno spazio di libertà e diplomazia. L’Europa avrebbe dovuto cogliere le aspirazioni provenienti dai giovani dell’Est, costruendo un continente di cultura democratica, un luogo di libertà e giustizia sociale, non invece un fortino armato con le armi dei pupi americani. L’Europa si è dissanguata in una guerra folle perché guidata dalla pochezza di una classe politica mediocre, ricattata o ricattabile, incapace di tenere la schiena dritta nei confronti dell’America e i suoi compagni di merenda come gli Israeliani, ma anzi preoccupata di mostrarsi remissiva e accondiscendente verso i comitati di affari. In questa nuova e avvilente realtà Europea, le contestazioni dei giovani che si verificano in Francia, Spagna, Grecia, Albania, Italia, Svizzera, rappresentano davvero l’unica novità. I vecchi incompetenti non dovrebbero reprimere i giovani per spezzare il momento nuovo e dinamico che sta realizzando. I giovani dovrebbero essere liberi per esprimersi e lavorare per realizzare le loro legittime aspirazioni, come la pace, la protezione dell’ambiente e una maggiore giustizia sociale, un mondo migliore, rispetto a quello realizzato dalla miseria politica attuale.