Pagine

▼

venerdì 2 ottobre 2026

SVIZZERA E DISERTORI
di Nino Di Paolo



Attraversare Como è sempre un’impresa, sia che tu arrivi da Milano con l’autostrada o dalla statale dei Giovi, sia che venga da Erba o da Cantù, da qualunque parte arrivi poi ti tocca l’attraversamento e lì, quasi sempre, ti impantani. E se, per qualche motivo, devi passare di là, nella Confederazione, e non ci passi utilizzando l’autostrada ma la dogana di Ponte Chiasso, in pochi metri il mondo si ribalta. Tempo e spazio si dilatano. Certo, sull’autostrada in direzione Italia vedi le code di autotreni fermi in dogana ma già nell’attraversare il paese di Chiasso tutto, magicamente, si dirada. Ancor più salendo a Balerna e poi a Mendrisio, dove incontri anche filari di vite che producono Merlot e Cabernet. Questo ho sperimentato dovendo accompagnare più volte un familiare al suo luogo di lavoro in quanto impossibilitato a guidare a causa di un infortunio ad un arto. E, un giorno di fine agosto, su più muri, ho potuto vedere un cartello, ben stampato e ben incorniciato, che troverete sotto il titolo di qursto scritto.
Ora, lungi da me fingere di non sapere che la Svizzera non corrisponde ad alcuno degli angelici sette cieli; pure lei le sue belle magagne ce le ha avute e ce le ha (oltre a un buon numero di peccati capitali) però, avere coscienza di ciò che, di buono, ha conquistato e mantiene è un valore aggiunto dei suoi cittadini. Poi, dove mi trovavo oggi, ho visto questo qui sotto.



Dunque, anche gli abitanti di qui, i produttori del “Vino Nobile di Montepulciano” hanno la stessa coscienza dei ticinesi. E così, penso, in ogni parte del mondo, dove la si può esprimere e dove no. Perché verso gli obiettori, i renitenti, i disertori di ogni parte del mondo abbiamo un debito di riconoscenza. Obiettori, renitenti e disertori alle armi e a tutto ciò che le fa funzionare.