Attraversare
Como è sempre un’impresa, sia che tu arrivi da Milano con l’autostrada o dalla
statale dei Giovi, sia che venga da Erba o da Cantù, da qualunque parte arrivi
poi ti tocca l’attraversamento e lì, quasi sempre, ti impantani. E se, per
qualche motivo, devi passare di là, nella Confederazione, e non ci passi
utilizzando l’autostrada ma la dogana di Ponte Chiasso, in pochi metri il mondo
si ribalta. Tempo e spazio si dilatano. Certo, sull’autostrada in direzione
Italia vedi le code di autotreni fermi in dogana ma già nell’attraversare il
paese di Chiasso tutto, magicamente, si dirada. Ancor più salendo a Balerna e
poi a Mendrisio, dove incontri anche filari di vite che producono Merlot e
Cabernet. Questo ho sperimentato dovendo accompagnare più volte un familiare al
suo luogo di lavoro in quanto impossibilitato a guidare a causa di un
infortunio ad un arto. E, un giorno di fine agosto, su più muri, ho potuto
vedere un cartello, ben stampato e ben incorniciato, che troverete sotto il titolo di qursto scritto. Ora, lungi da me fingere di non
sapere che la Svizzera non corrisponde ad alcuno degli angelici sette cieli;
pure lei le sue belle magagne ce le ha avute e ce le ha (oltre a un buon numero
di peccati capitali) però, avere coscienza di ciò che, di buono, ha
conquistato e mantiene è un valore aggiunto dei suoi cittadini. Poi, dove mi
trovavo oggi, ho visto questo qui sotto.
Dunque, anche gli abitanti di
qui, i produttori del “Vino Nobile di Montepulciano” hanno la stessa coscienza
dei ticinesi. E così, penso, in ogni parte del mondo, dove la si può esprimere
e dove no. Perché verso gli obiettori, i renitenti, i disertori di ogni parte
del mondo abbiamo un debito di riconoscenza. Obiettori, renitenti e disertori
alle armi e a tutto ciò che le fa funzionare.