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venerdì 6 novembre 2026

TERRORE, TRUFFA E TRAGEDIA  
di Chicca Morone



“Divide et impera” è una locuzione latina molto di moda lungo tutti i secoli: dividendo e provocando rivalità, nonché discordie all’interno di un gruppo, chi si vuole imporre come autorità, può manipolare a piacimento le vittime di tale tecnica. Lo abbiamo visto in mille occasioni, dall’invasione del territorio da parte di un’entità con progetti malsani nei confronti della popolazione locale, ai vari colpi di Stato che si susseguono ovunque nel mondo, da quando il progetto globalista ha iniziato la sua vertiginosa discesa verso l’annullamento. Le dittature sono un esempio lampante del “L’un contro l’altro armato” di manzoniana memoria: noi ne stiamo vivendo una, iniziata in tempi non sospetti, ora immersi e sovrastati da un numero sempre maggiore di informazioni vere o false che siano. La dittatura propugnata da Madame Von der Leyen e compagni di merenda diventa ogni giorno meno nascosta e una sua espressione, quella sanitaria, che da febbraio 2020 si è sostituita al Ministero della Salute, proprio in questi giorni sta mostrando il vero volto dietro la maschera ormai sbriciolata, dopo però averci tiranneggiato gettando il seme della discordia ovunque.
La Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria causata dal SARS-CoV-2 sta svolgendo un lavoro incredibile da più di due anni, nel totale silenzio dei media e tra mille difficoltà dovute al tentativo di insabbiare i reati compiuti dai personaggi che hanno avallato le linee guida dell’OMS (di cui il 75% è finanziato da privati, notoriamente dei benefattori).
Sarebbe stato così semplice, al deflagrare della psico-pandemia, non lasciarsi raggirare dalle “Virostar” e dagli squallidi politici privi di coscienza, al soldo di potenze straniere, per capire quello che scienziati e ricercatori del calibro di Luc Montagnier, Didier Raoult in Francia, da noi Alessandro Meluzzi, Vanni Frajese, Giuseppe Barbaro, Massimo Citro e molti altri cercavano di farci capire!
Ma, all’epoca, la dittatura aveva emanato a reti unificate un unico messaggio: o ti adegui e ti vaccini o sei un disgustoso “no-vax” indegno di essere un cittadino con tutti i diritti a lui dovuti. Così c’erano gli obbedienti e ossequienti abitanti di un’Italia tenuta in pugno da un folle regime, le cui imposizioni si sono dimostrate totalmente prive di fondamenti scientifici; poi c’erano i ribelli, i cosiddetti “no-vax” che appellandosi all’articolo 32 della Costituzione pretendevano di avere giurisdizione sul proprio corpo, in assenza di spiegazioni valide su protocolli insensati e volti a creare terrore.
Meglio sottolineare - a futura memoria - l’anatema “L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire, sostanzialmente. Non ti vaccini, ti ammali, muori. Oppure fai morire: non ti vaccini, ti ammali, contagi, qualcuno muore” declamato in conferenza stampa da Mario Draghi, Presidente del Consiglio (seconda autorità dello Stato) il 22 luglio 2021, totalmente privo di riscontro scientifico. Siamo in attesa della sua audizione in sede di Commissione, perché dopo aver ascoltato quelle dei personaggi che sono stati il riferimento di tale periodo, la curiosità è tanta. Domenico Arcuri, assolto dall'accusa di abuso d’ufficio in merito alla compravendita delle mascherine cinesi, poiché il reato di abuso d’ufficio è stato abrogato, ci ha però esposti a un “piccolo” problema: il Tribunale di Roma ha condannato la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero della Salute a risarcire per circa 300 milioni di euro (transati a 100 mln) la JC Electronics Italia, a causa della risoluzione dei contratti di fornitura di mascherine decisa all'epoca dalla struttura commissariale; Roberto Speranza non ha praticamente risposto alle domande che i commissari Alice Buonguerrieri, Claudio Borghi, Lucio Malan e lo stesso presidente della commissione senatore Marco Lisei gli hanno rivolto. Persino di fronte alle parole di Andrea, danneggiato dal vaccino contro il covid e oggi invalido al 100% non ha creduto di dover chiedere scusa insistendo sulla perfezione del suo operato.


L’unico sentimento che rimane è lo sconcerto: da una parte arroganti politici arroccati in posizioni indifendibili, dall’altra professori universitari ricercatori che con statistiche alla mano mostrano la reale situazione dei “vaccinati” e non.
Infatti, baluardo di quella Scienza con la esse maiuscola, dove i dati non sono stati alterati da giochetti devianti, nella scorsa settimana i professori Vanni Frajese e Loredana Frasca, hanno offerto un panorama tutt’altro che tranquillizzante nei confronti dello stato di salute della popolazione. “Ci era stato assicurato chi il siero, una volta iniettato, sarebbe rimasto in loco per cui sicuro ed efficace: difficile oggi rendersi conto di che cosa ufficialmente si parli con il famoso rapporto rischio beneficio, visto che questi prodotti, distribuendosi ovunque, danno così tanti effetti collaterali” sono parole di Frajese. Quello che è peggio è l’insistenza con cui continuino a proporre tali terapie che intervengono direttamente sul DNA e sull’RNA delle cellule, senza preventivi esami della effettiva reattività di ogni singola persona che subisce il trattamento. Tutto questo nonostante i dati Istat facciano venire i brividi e c’è ancora chi stigmatizza le persone che preferiscono farsi una bella e sana influenza da combattere con le proprie difese immunitarie piuttosto che con le sostituite da farmaci sperimentali...
“Se ci viene raccontata la storia che rimane nel braccio e al massimo va a finire nei linfonodi, non si capisce perché possa andare nel cervello, perché nel cuore a dare la pericardite, la miocardite, perché nelle ovaie. Iniettarlo nei bambini senza aver studiato tossicità e cancerogenicità, cosa che ancora oggi non è stata fatta, è cosa che grida vendetta” ha testimoniato il professor Frajese con voce alterata e proseguendo “Chiunque abbia studiato la questione sapeva perfettamente che avrebbe viaggiato ovunque, storia molto diversa da quella che ci è stata raccontata e che ancora oggi viene diffusa”.
Ma Roberto Speranza asserisce che il suo operato è avallato da studi scientifici e che in situazione analoga riproporrebbe lo stesso protocollo. Si autoassolve.
“Muoio con la coscienza perfettamente limpida”
è la frase candidamente pronunciata da Pol Pot, ex dittatore a capo dei Khmer Rossi durante l’ultima intervista concessa al giornalista Nate Thayer nell'ottobre del 1997, dopo aver mandato a morte in quattro anni 1.700.000 cambogiani su una popolazione di sette milioni.