“Divide
et impera” è una locuzione latina molto di moda lungo tutti i secoli: dividendo
e provocando rivalità, nonché discordie all’interno di un gruppo, chi si vuole
imporre come autorità, può manipolare a piacimento le vittime di tale tecnica. Lo
abbiamo visto in mille occasioni, dall’invasione del territorio da parte di
un’entità con progetti malsani nei confronti della popolazione locale, ai vari
colpi di Stato che si susseguono ovunque nel mondo, da quando il progetto
globalista ha iniziato la sua vertiginosa discesa verso l’annullamento. Le
dittature sono un esempio lampante del “L’un contro l’altro armato” di
manzoniana memoria: noi ne stiamo vivendo una, iniziata in tempi non sospetti, ora
immersi e sovrastati da un numero sempre maggiore di informazioni vere o false
che siano. La dittatura propugnata da Madame Von der Leyen e compagni di
merenda diventa ogni giorno meno nascosta e una sua espressione, quella sanitaria,
che da febbraio 2020 si è sostituita al Ministero della Salute, proprio in
questi giorni sta mostrando il vero volto dietro la maschera ormai sbriciolata,
dopo però averci tiranneggiato gettando il seme della discordia ovunque. La Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione
dell'emergenza sanitaria causata dal SARS-CoV-2 sta svolgendo un lavoro
incredibile da più di due anni, nel totale silenzio dei media e tra mille
difficoltà dovute al tentativo di insabbiare i reati compiuti dai personaggi
che hanno avallato le linee guida dell’OMS (di cui il 75% è finanziato da
privati, notoriamente dei benefattori). Sarebbe stato così semplice, al deflagrare della psico-pandemia, non
lasciarsi raggirare dalle “Virostar” e dagli squallidi politici privi di
coscienza, al soldo di potenze straniere, per capire quello che scienziati e ricercatori
del calibro di Luc Montagnier, Didier Raoult in Francia, da noi Alessandro
Meluzzi, Vanni Frajese, Giuseppe Barbaro, Massimo Citro e molti altri cercavano
di farci capire! Ma, all’epoca, la dittatura aveva emanato a reti unificate un
unico messaggio: o ti adegui e ti vaccini o sei un disgustoso “no-vax” indegno
di essere un cittadino con tutti i diritti a lui dovuti. Così c’erano gli
obbedienti e ossequienti abitanti di un’Italia tenuta in pugno da un folle regime,
le cui imposizioni si sono dimostrate totalmente prive di fondamenti
scientifici; poi c’erano i ribelli, i cosiddetti “no-vax” che appellandosi
all’articolo 32 della Costituzione pretendevano di avere giurisdizione sul
proprio corpo, in assenza di spiegazioni valide su protocolli insensati e volti
a creare terrore. Meglio sottolineare - a futura memoria - l’anatema “L’appello a
non vaccinarsi è un appello a morire, sostanzialmente. Non ti vaccini, ti
ammali, muori. Oppure fai morire: non ti vaccini, ti ammali, contagi, qualcuno
muore” declamato in conferenza stampa da Mario Draghi, Presidente del
Consiglio (seconda autorità dello Stato) il 22 luglio 2021, totalmente privo di
riscontro scientifico. Siamo in attesa della sua audizione in sede di
Commissione, perché dopo aver ascoltato quelle dei personaggi che sono stati il
riferimento di tale periodo, la curiosità è tanta. Domenico Arcuri, assolto
dall'accusa di abuso d’ufficio in merito alla compravendita delle mascherine
cinesi, poiché il reato di abuso d’ufficio è stato abrogato, ci ha però esposti
a un “piccolo” problema: il Tribunale di Roma ha condannato la Presidenza del
Consiglio dei Ministri e il Ministero della Salute a risarcire per circa 300
milioni di euro (transati a 100 mln) la JC Electronics Italia, a causa
della risoluzione dei contratti di fornitura di mascherine decisa all'epoca
dalla struttura commissariale; Roberto Speranza non ha praticamente risposto
alle domande che i commissari Alice Buonguerrieri, Claudio Borghi, Lucio Malan
e lo stesso presidente della commissione senatore Marco Lisei gli hanno rivolto.
Persino di fronte alle parole di Andrea, danneggiato dal vaccino contro il
covid e oggi invalido al 100% non ha creduto di dover chiedere scusa insistendo
sulla perfezione del suo operato.
L’unico sentimento che rimane è lo sconcerto: da una parte
arroganti politici arroccati in posizioni indifendibili, dall’altra professori
universitari ricercatori che con statistiche alla mano mostrano la reale
situazione dei “vaccinati” e non. Infatti, baluardo di quella Scienza con la esse maiuscola, dove i
dati non sono stati alterati da giochetti devianti, nella scorsa settimana i
professori Vanni Frajese e Loredana Frasca, hanno offerto un panorama
tutt’altro che tranquillizzante nei confronti dello stato di salute della
popolazione. “Ci era stato assicurato chi il siero, una volta iniettato,
sarebbe rimasto in loco per cui sicuro ed efficace: difficile oggi rendersi
conto di che cosa ufficialmente si parli con il famoso rapporto rischio
beneficio, visto che questi prodotti, distribuendosi ovunque, danno così tanti effetti
collaterali” sono parole di Frajese. Quello che è peggio è l’insistenza con
cui continuino a proporre tali terapie che intervengono direttamente sul DNA e
sull’RNA delle cellule, senza preventivi esami della effettiva reattività di
ogni singola persona che subisce il trattamento. Tutto questo nonostante i dati
Istat facciano venire i brividi e c’è ancora chi stigmatizza le persone che
preferiscono farsi una bella e sana influenza da combattere con le proprie
difese immunitarie piuttosto che con le sostituite da farmaci sperimentali... “Se ci viene raccontata la storia che rimane nel braccio e al
massimo va a finire nei linfonodi, non si capisce perché possa andare nel
cervello, perché nel cuore a dare la pericardite, la miocardite, perché nelle
ovaie. Iniettarlo nei bambini senza aver studiato tossicità e cancerogenicità,
cosa che ancora oggi non è stata fatta, è cosa che grida vendetta” ha testimoniato il professor
Frajese con voce alterata e proseguendo “Chiunque abbia studiato la
questione sapeva perfettamente che avrebbe viaggiato ovunque, storia molto
diversa da quella che ci è stata raccontata e che ancora oggi viene diffusa”. Ma Roberto Speranza asserisce che il suo operato è avallato da
studi scientifici e che in situazione analoga riproporrebbe lo stesso
protocollo. Si autoassolve. “Muoio con la coscienza perfettamente limpida” è la frase candidamente
pronunciata da Pol Pot, ex dittatore a capo dei Khmer Rossi durante l’ultima intervista
concessa al giornalista Nate Thayer nell'ottobre del 1997, dopo aver mandato a
morte in quattro anni 1.700.000 cambogiani su una popolazione di sette milioni.