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lunedì 30 settembre 2013

DALL’UMBRIA UNA LETTERA DI ANTONIO SPADINI

Caro Angelo,

Gaccione, Dalla Chiesa, Scaramuzza, Colombo, De Monticelli e Papi
dopo l'estate che mi ha visto a luglio in Umbria per organizzare il Centro Studi Piero Gauli (che per una esigenza logistica è stato spostato proprio davanti a casa mia), ad agosto per due settimane all'Elba e a settembre in Sardegna, sono rientrato a Milano proprio nel giorno in cui si celebrava il decennale di “Odissea” alla Sormani. Ci sarei venuto molto volentieri ad ascoltare Giovanni Bianchi (un mito per me), Morandini e Papi, che ultimamente ho conosciuto di persona alla Fondazione Corrente. Faccio i miei complimenti a te vulcanico direttore e animatore culturale in una Milano sonnecchiosa e arroccata su individualistici e decisamente piccoli (quando non mariuoli) orizzonti politici forzaleghisti di corto respiro. Leggendo i tuoi editoriali qualche volta ti ho avvicinato all'incazzatissimo Savonarola. Io mi scaldo a leggerti e riscopro una voglia di una primigenia purezza di intenti. Poi mi guardo intorno e, basta viaggiare nelle periferie di Milano sommerse di rifiuti e di abbandono specchio fedele di un Paese menefreghista, mi si chiude lo stomaco. Anche nelle nostre bellissime isole che, insieme al patrimonio artistico, dovrebbero costituire la ripartenza del turismo, unico vero bene di cui disponiamo in grande quantità e qualità, su spiagge mozzafiato... si trovano rifiuti di ogni genere! Avrei voluto collaborare meglio e con più costanza al mondo di Odissea, che avverto molto vicino alla mia sensibilità, ma sia per motivi di salute che per altri di varia natura l'ho fatto molto saltuariamente e male. Ora però dispongo di uno strumento di una certa consistenza: il Centro Studi Gauli sta prendendo finalmente avvio con lo scopo di valorizzare il territorio tutto a partire da quello più vicino alla sede che è l'Umbria. Siamo inseriti nel contesto del Centro di Paleontologia Vegetale della Foresta Fossile di Dunarobba, un ritrovamento di gigantesche "sequoie" di circa tre milioni di anni fa, da cui è derivata la lignite nelle cui miniere locali ha lavorato anche mio padre e che Gauli ha immortalato nei suoi acquarelli. Causa di tutto ciò la grande quantità di argilla che nel pliocene debordò dall'immenso Lago Tiberino  e ricoprì quei grandi alberi conservandoli in piedi e allo stato legnoso (unica rarità esistente al mondo). La singolarità del ritrovamento richiama ogni anno circa diecimila presenze di visitatori e solo da poco ci si sta organizzando per sfruttare a fini occupazionali il passaggio turistico: lo si fa, ma in maniera non adeguata perdendo così circa il 50% del transito turistico. Inoltre c'è la grande potenzialità dell'ottima argilla con la quale Gauli eseguì oltre 1300 ceramiche monotipiche e che attualmente usa solo un grande industriale umbro il quale ha acquistato tutto il territorio e lo sta morfologicamente modificando in maniera irreparabile...(attualmente la Fornace, che ha assunto dimensioni gigantesche portando alla luce durante gli scavi dell'argille le gigantesche "sequoie", risente della crisi edilizia con i piazzali pieni di materiale in giacenza. Allora? Mi dirai!  Allora il Centro Studi vuole lanciare iniziative per l'uso e la valorizzazione dell'argilla in altri modi, che sono tanti, a vantaggio della popolazione e non solo di un unico individuo!
Come vedi sono parecchi i motivi che mi spingono verso l'Umbria, ma non voglio lasciare Milano. Anzi in occasione dell'Expo 2015, che ha come tema "Nutrire il pianeta", con tutta la problematica legata alla difesa e alla conservazione dell'ambiente, e si propone di far visitare l'Italia tutta alle folle che verranno a Milano, vorrei creare un ponte tra la metropoli lombarda e il Centro Italia e ti vorrei fornire un punto di appoggio per le iniziative di "Odissea".  Posso darti ospitalità. L'iniziativa di mandare in rete "Odissea" mi  sembra ottima e io vi potrei collaborare anche da lontano; sarà l'occasione perché anche un vecchietto come me con l'idiosincrasia per la tecnologia si attrezzi all'uopo. Catone il censore, dopo aver per tutta la vita ostacolato la lingua e la cultura ellenica, a 80 anni decise a imparare il greco (si parva licet...!). Sentiamoci, adesso che ti ho esposto la mia situazione, tu invitami sempre alle tue iniziative; se sono a Milano parteciperò...e poi, vedremo che sviluppo si può dare alla nostra collaborazione. E proprio nella prospettiva di una mia collocazione in Umbria tu potrai essere il mio punto di riferimento per quanto avviene nella Metropoli. 
Ti saluto, ciao!

Antonio Spadini