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sabato 18 aprile 2015

In Sardegna i test del primo drone d’attacco europeo
di Antonio Mazzeo

Nella base aerea sarda di Decimomannu è giunto nei giorni scorsi il primo prototipo di robot-killer volante nEUROn, l’aereo senza pilota da combattimento (Ucav - Unmanned combat aerial vehicle) coprodotto da Italia, Francia, Svezia, Spagna, Svizzera e Grecia. Il velivolo è stato trasferito in Sardegna direttamente da Istres, la base militare francese utilizzata dal gennaio 2012 per i test di volo del nuovo drone europeo. A Istres sono stati messi a punto i sensori ottici e i sofisticati sistemi a infrarossi del nEUROn e sono stati rilevati e analizzati i segnali elettromagnetici rilasciati dal drone in modalità stealth (scarsa visibilità ai radar). Adesso le attività sperimentali per il raggiungimento della piena operatività del velivolo proseguiranno nel grande poligono militare di Perdasdefogu (Ogliastra).
Il nEUROn è il primo aereo europeo da combattimento a pilotaggio remoto dotato di materiali con accentuate caratteristiche stealth che gli consentiranno di penetrare nello spazio aereo nemico senza essere individuato. Il drone è più grande di un normale aeromobile Ucav e possiede capacità di carico, autonomia e capacità di volo quasi simili a quelle di un qualsiasi caccia pilotato. Con un costo unitario superiore ai 25 milioni di euro, il nEUROn è lungo 9,2 metri e ha un’apertura alare di 12,5 metri. Il velivolo può raggiungere la velocità di 980 chilometri l’ora e volare per più di otto ore consecutive. Opererà a tutti gli effetti come una spietata macchina-killer per colpire e uccidere a distanza grazie agli ordigni di precisione per gli attacchi aria-suolo a guida laser da 250 kg, che saranno trasportati in volo nel vano bombe interno. Il drone verrà controllato da terra attraverso il datalink ad alta capacità STANAG 7085, con standard Nato. “Tramite questo datalink vengono inviati al velivolo i dati della missione, da lì in poi sarà l’intelligenza artificiale del nEUROn ad intraprendere tutte le necessarie azioni che permetteranno il raggiungimento dell’obiettivo”, spiegano le aziende produttrici. “Non vi sarà quindi un controllo diretto e continuo da terra e questo permetterà di mantenere un quasi assoluto silenzio radio, necessario per evitare l’intercettazione”. Il drone avrà inoltre le capacità di controllare a distanza, in modo automatico, le operazioni dei cacciabombardieri di ultima generazione prodotti in Europa, come il “Rafale” e il JAS 39 “Gripen”, consentendo così ai piloti d’intraprendere diverse azioni di combattimento contemporaneamente.
Per il programma nEUROn sono già stati investiti 400 milioni di euro. Ad esso partecipa in qualità di capofila con una quota del 50% il consorzio francese composto da Dassault Aviation, Thales e EADS-France. Ci sono poi l’italiana Alenia Aermacchi (Finmeccanica) che contribuisce da sola al 25% dei costi del pòrogetto, la svedese SAAB, la spagnola EADS-CASA, la greca EAB e la svizzera RUAG. Alenia Aeronautica, nello specifico, cura la progettazione e la costruzione dell’impianto di generazione e distribuzione elettrica, del sistema dei dati aria e del sistema automatico d’individuazione e ricognizione dei target da colpire (Smart Integratd Weapon Bay - SIWB). Tale sistema consente automaticamente l’individuazione ed il riconoscimento del bersaglio, la trasmissione della richiesta di approvazione al comandante della stazione di terra e il lancio dell’armamento. Un’altra controllata Finmeccanica, Selex Galileo, fornirà i sensori ottici integrati “IOH”. Da Decimomannu i tecnici di Alenia parteciperanno alle prove di volo del dimostratore e all’uso delle armi aria-terra nel poligono di Perdasdefogu.