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giovedì 10 settembre 2015

Dalla Cambogia per Singapore: giù le maní dalla nostra sabbia!

La sabbia è preziosa, una risorsa che scarseggia. Singapore, il più grande importatore di sabbia, sta dragando le spiagge dei paesi vicini, arenili ed intere  isole, per  incentivare il suo boom edilizio. I pescatori della Cambogia e le loro famiglie segnalano il pericolo e tre attivisti sono stati incarcerati.
Attivisti di Mother Nature lo striscione recita: "Fermate il drenaggio
nella provincia di Koh Kong"
“Hanno distrutto il nostro fiume. L’acqua è talmente sporca che non ci sono più pesci”. Vey Van Ning è scosso, mentre inizia il viaggio in barca il 27 luglio: assieme ad altri pescatori, le loro famiglie ed attivisti dell’ONG Mother Nature, si dirige verso le scavatrici e le chiatte che estraggono la sabbia dell’estuario di Andoung Teuk.  Le chiatte sono della Reainbow International e alla Direct Access -compagnie con sede in Vietnam- ma la sabbia è diretta a Singapore.
“Queste compagnie hanno demolito ed inquinato gli estuari e le zone costiere di Koh Kong dal 2009”, afferma un fondatore di Mother Nature, Sun Mala. “Quello che fanno è illegale”. Sun Mala ed altri due colleghi sono stati arrestati il 17 agosto per aver protestato contro il dragaggio illegale.
La sabbia della Cambogia è certamente alla base della crescita economica di Singapore. Il paese ha fomentato il boom della crescita della città dal 2009.  Secondo la ONG britannica Global Witness, 796.000 tonnellate di sabbia della costa sud orientale della Cambogia giungono a Singapore, mensilmente. In seguito alle proteste locali contro la distruzione dell’ambiente, nel 2009 il Primo Ministro della Cambogia, Hun Sen, ha vietato le esportazioni di sabbia provenienti da fiumi e zone costiere. Però, le aziende coinvolte e le autorità della Cambogia non sembrano affatto preoccupate per questo divieto. Il 30 luglio, il rappresentante dell’opposizione Son Chhay ha scritto al Primo Ministro: “Per favore, agisca in modo incisivo per fermare il dragaggio, che apporta introiti irrilevanti al paese che, però, ha effetti pesanti sull’ambiente e la vita dei residenti locali”.
Diciamo ai governi della Cambogia e di Singapore di fermare il dragaggio delle sabbie di fiumi e zone costiere e di bloccare il traffico internazionale di questa preziosa risorsa.
Firma la petizione in Rete, lo hanno già fatto oltre 60 mila persone.
Salviamo La Foresta