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martedì 28 marzo 2017

TRIPLICATE LE IRREGOLARITÀ DEGLI APPALTI PUBBLICI
(a cura di Franco Astengo)


ROMA - Nell'ultimo anno il numero degli appalti pubblici irregolari è triplicato. È questo il dato che più salta agli occhi leggendo il rapporto annuale 2016 della Guardia di Finanza, che viene presentato questa mattina nel salone d'onore della caserma “Laria” a Roma, alla presenza del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e del comandante generale Giorgio Toschi. I militari hanno individuato, nel corso del 2016, appalti pubblici dati ad aziende in modo irregolare per un totale di 3,4 miliardi di euro, denunciando 1.866 responsabili, 140 dei quali arrestati. È una cifra che, rispetto al 2015 è cresciuta del 200 per cento.
RICORDO:
Qualche tempo fa il magistrato Pier Camillo Davigo, presidente dell’ANM, ebbe a dichiarare “ è peggio di Tangentopoli, adesso non si vergognano neppure”.
COMMENTO
Mentre è in discussione la possibilità o meno di svolgimento del referendum proposto dalla CGIL sui sub appalti arrivano queste notizie che è necessario integrare con alcune affermazioni: la prima delle quali riguarda la commistione tra politica e affari (è di ieri la notizia di 49 arresti nel napoletano proprio in relazione a presunti fatti di questo genere); in secondo luogo deve essere ricordato come una parte rilevante del territorio e alcune attività economiche sono assolutamente egemonizzate dalla criminalità organizzata; ancora: sono ormai trasformati in veri e propri lucrosi “centri d’affari” alcuni drammi sociali dai migranti ai terremoti. Un paese percorso da un’ondata di illegalità che mina alle basi la convivenza civile e l’economia: la questione però non è quella – che pure è necessario sottolineare – del semplice contrasto per via di coercizione ma è soprattutto ed essenzialmente di tipo politico, di impostazione economica, di ben diversa qualità della democrazia e della partecipazione popolare. Questi sono i frutti di un malgoverno che viene da lontano, da logiche di crescita esponenziale delle disuguaglianze, di impoverimento generale , di sottrazione di lavoro, di perdita di dignità, di maltrattamento delle condizioni materiali di cittadine e cittadini, di scelte completamente sbagliate sul piano europeo e internazionale. Un quadro drammatico inaspritosi negli ultimi anni e accompagnato da un vero e proprio deperimento del quadro politico, al centro come in periferia anche a causa di una insensata e illogica personalizzazione, e dell’insieme delle relazioni civili, sociali, culturali.