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sabato 24 novembre 2018

TEATRO
di Chiara Pasetti
La locandina della serata


Genova. Teatro Garage - Sala Diana,
1 dicembre 2018 ore 21

Luce bianca
di Chiara Pasetti (liberamente tratto dai testi di Antonia Pozzi)
Lettura teatrale

con Lisa Galantini
regia di Alberto Giusta
Opere in scena di Colette Deblé
Produzione Associazione culturale Le Rêve et la vie

Info e biglietti: http://www.teatrogarage.it/events/luce-bianca-omaggio-alla-poetessa-antonia-pozzi/


Ritratto di Antonia Pozzi***


Iniziavo la mia tesi di laurea in Filosofia, sugli scritti giovanili di Gustave Flaubert. Navigavo nel mare della sterminata bibliografia flaubertiana… Un’infinità di saggi, monografie, articoli, biografie. A un certo punto la mia attenzione si soffermò su un titolo, e soprattutto su una data: Flaubert negli anni della sua formazione letteraria, 1935. In quegli anni nessuno studioso italiano si era occupato dei testi giovanili di Flaubert, peraltro mai pubblicati in vita dall’autore. Il volume recava la firma di Antonia Pozzi e la prefazione di Antonio Banfi, filosofo e principale esponente della “scuola di Milano”. Chi era Antonia Pozzi? Lessi il volume, e scoprii che si trattava della sua tesi di laurea, discussa nel novembre del 1935 presso la mia stessa Università, la Statale di Milano, per la cattedra di Estetica… E che era stata pubblicata postuma. Quando era nata, Antonia, e quando era morta? La biografia riportava le date: 1912-1938. Ventisei anni… Gli stessi che avevo io all’epoca. A quel punto si aprì per me l’universo di Antonia Pozzi. Scoprii che era poetessa, e anche fotografa. Comprai i volumi delle sue poesie e delle sue lettere, i saggi, le biografie, e tutto ciò che riuscii a reperire su di lei. Per oltre un anno non feci altro che studiare e leggere Gustave Flaubert e, parallelamente, Antonia Pozzi.
Da quel momento è passato diverso tempo. Finalmente tutti i suoi scritti (poesie, diari, lettere e la tesi di laurea, sulla quale ho avuto l’onore di lavorare per la nuova edizione), si possono leggere nella loro versione originale, non censurata o modificata dal padre Roberto Pozzi. Dobbiamo a due straordinarie studiose, suor Onorina Dino, già amorevole curatrice dell’Archivio Pozzi (prima conservato a Pasturo, ora donato al Centro Internazionale “Carlo Cattaneo e Giulio Preti” dell’Università degli Studi dell’Insubria di Varese) e Graziella Bernabò, sua biografa ufficiale, il merito di aver ripubblicato, recentemente, le nuove e complete edizioni dei testi di Antonia (tutte per le edizioni Ancora), condotte sui quaderni e sui manoscritti originali, e a Ludovica Pellegatta di aver studiato approfonditamente il fondo fotografico.
Del tutto ignorata in vita, negli ultimi anni la sua figura di donna, di poeta, di fotografa è stata oggetto di una crescente e clamorosa riscoperta, sia in Italia che nel mondo. È ormai riconosciuta come una delle voci liriche più importanti del Novecento. Saggi, film, romanzi, docufilm, reading, mostre hanno voluto indagare, talvolta con risultati notevoli, il suo ricchissimo immaginario femminile, il suo linguaggio raffinato, stregato, spesso straziato, la dolente sensibilità, la capacità di fermare attimi, paesaggi, volti attraverso la penna e la macchina fotografia.

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La lettura teatrale Luce bianca (che anticipa lo spettacolo che debutterà nel 2019) scritta intrecciando le mie parole alle sue, non vuole fornire una risposta alle ragioni del suo suicidio. La scelta della morte volontaria, come la vita stessa, è un mistero insondabile. Vuole soltanto, a ottant’anni dalla morte, avvenuta il 3 dicembre 1938, rendere omaggio a una giovane donna, a una poetessa unica, che mai come ora «è capace di parlare alla nostra contemporaneità» (Graziella Bernabò). Come per la scultrice Camille Claudel, ho deciso di affidare il mio testo a Lisa Galantini e Alberto Giusta, i soli artisti che a mio avviso possono, con rispetto e amore, “entrare” in questa «vita irrimediabile».
Ars longa, vita brevis…

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Il ritratto di Antonia Pozzi è di Colette Deblé, esposto per la prima volta in Italia nella mostra Scrittura, arte e vita: Camille Claudel, Séverine, Antonia Pozzi (30 settembre - 15 ottobre 2016) presso Centro Sociale ex ospedale psichiatrico di Genova Quarto, a cura dell’Associazione culturale Le Rêve et la vie e I.M.F.I.
Si ringrazia sentitamente l’artista Colette Deblé, Fidapa  Genova e Collana Mnemosine - Donne nell'ombra, nonché Claudio Casanova per il sostegno nella realizzazione della lettura teatrale.