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sabato 18 aprile 2020

A PIÙ VOCI
di Oliviero Sorbini

                               




Mi unisco volentieri al gruppo per ringraziare Alfonso del suo suggerimento. Cresciuto nel movimento anarchico, ben conoscevo, anche se io ero un ragazzo e lui già anziano, Umberto Marzocchi, che a sua volta aveva avuto il modo di conoscere Errico Malatesta, non posso resistere a scrivere qualcosa. 
Angelo Gaccione inserisce spontaneamente l'elemento "militare". E secondo me ha perfettamente ragione.
Da tempo, e Alfonso lo sa, sono convinto che l'evoluzione dei movimenti ambientalisti debba andare, o sarebbe giusto dire tornare, per prima cosa verso l'antimilitarismo e l'antinuclearismo. Nella miriade di problemi e opportunità che abbiamo di fronte, ritengo che la riconversione ecologica delle forze armate ed il suo uso per la protezione civile possa costituire un obiettivo preciso e sostanzialmente, anche se non facile, ne sono consapevole, raggiungibile. Senz’altro più di altri che metterebbero in crisi il sistema di sopravvivenza mondiale come, ad esempio, l’eliminazione dei conservanti dai cibi o l’annullamento in pochi anni di ogni emissione fossile.
Alla fine, qualcosa, dall’altra parte dovrà essere ceduto e credo che in tempi di guerra cibernetica le forze armate possano essere in parte barattate, soprattutto in paesi come il nostro dove potrebbero sostenere e vincere al massimo un conflitto con la Repubblica di San Marino.
Sono poco interessato alle definizioni. E non trovo importante che Bookchin sia stato un anarchico o meno. L’anarchismo per sua natura non è detto che vada d’accordo neanche con l’anarchia.
Il motivo del mio inserirmi nella discussione è cercare di poter contribuire insieme a tanti altri a far sì che i germogli del nuovo movimento ambientalista trovino obiettivi non solo raggiungibili ma capaci, pur senza sembrarlo, di minare i presupposti di gerarchia alla base dell’attuale sistema.