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mercoledì 18 agosto 2021

GUERRE PREVENTIVE? CHE SVENTURA! 
di Romano Rinaldi

 
L’aver dovuto liberare l’Europa dal nazifascismo con lo sbarco in Normandia e in Sicilia per porre fine alle barbarie della guerra scatenata dai due regimi totalitari, ha prodotto un insegnamento storico fuorviante. Ovvero, l’illusione che per evitare la prossima conquista del potere da parte di “forze del male” in nazioni vicine o foriere di interessi comuni, si dovesse ricorrere ad azioni belliche preventive. In effetti, a ben guardare, sia l’ascesa del fascismo in Italia, sia quella del nazismo in Germania (propiziato dal primo), apparvero da subito come semplici svolte della storia che si sarebbero potute facilmente evitare sul nascere. Purtroppo però la storia degli ultimi decenni, ci ha dimostrato tutto il contrario. Ad iniziare da Corea, Vietnam, Iraq, Somalia, Libia, Afghanistan, ecc. e con qualche intermittenza Israelo-palestinese, tanto per mantenere le braci accese…
Insomma, ogni popolo deve compiere il suo “personale” percorso storico, ed è abbastanza inutile, se non altamente controproducente, cercare di sterzare il corso degli eventi con guerre preventive iniziate “a freddo”, senza la “normale” provocazione o il deliberato attacco che, viceversa, giustificherebbe la guerra, nel più classico degli scenari. Quale può essere allora una risposta “matura” a questa illusione della prevenzione? Chiaramente è necessario far prevalere, sopra ogni altra considerazione, il diritto all’autodeterminazione dei popoli e delle nazioni. È di questo che dovrebbe occuparsi principalmente l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Un’organizzazione che, nata con le più nobili intenzioni, sta mostrando da diversi anni ormai (dalla guerra in Kossovo, almeno), una effettiva incapacità di gestire la propria originaria missione. Solo un rilancio, ovvero una totale rifondazione dell’ONU potrà forse in futuro evitare il ripetersi di errori che si sono accumulati ultimamente. Se non vogliamo dunque che i libri di storia continuino a riempirsi di inutili “lezioni”, cerchiamo di imparare almeno qualche rudimento della pacifica coesistenza su questo piccolo pianeta. Come recita il famoso aforisma: “La Storia è un’ottima insegnante, peccato che abbia pessimi allievi”!