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mercoledì 19 gennaio 2022

AGNONE CITTÀ DI PACE
di Francesco Mazziotta

Veduta di Agnone
 
Lettera aperta al Sindaco, agli assessori e ai consiglieri del Comune di Agnone.
 
Il tema della pace è sempre stato cruciale e decisivo nella storia, e lo è particolarmente nel mondo contemporaneo. L’attuale situazione mondiale ha visto negli ultimi anni aumentare vertiginosamente le spese per gli armamenti. L’Italia, che non ha firmato il recente Trattato ONU per l’abolizione delle armi nucleari (ratificato da 52 Stati e di cui primo firmatario è il Vaticano), entrato in vigore il 22 gennaio 2021, nel 2019 si è posizionata dodicesima nella classifica globale ed è quindi tra i Paesi del mondo che hanno speso di più, avendo destinato, 28,8 miliardi alla spesa militare. Tale cifra equivale all’1,4% del PIL ed è in crescita dello 0,8% sul 2018. Sono aumentate le spese per gli armamenti, sono state tagliate le spese sociali. La pandemia ha reso drammaticamente evidente tale contraddizione e ci ha fatto toccare con mano le gravi carenze della sanità pubblica e territoriale, del sistema scolastico, della formazione e della ricerca, specialmente nel Sud e nel nostro Molise. A fronte di tutto ciò ogni cittadino responsabile è spinto a impegnarsi perché le nostre forze politiche e i nostri governi smettano di tagliare lo stato sociale e comincino a ridurre le ingenti somme destinate agli armamenti, per sostituire a un’economia di guerra un’economia di solidarietà e di pace. Del resto è la stessa Costituzione, nell’art. 11, a dirci con estrema chiarezza che “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Alla luce della Carta Costituzionale, dunque, il tema della pace torni al centro dell’agenda politica. Papa Francesco, in occasione dell’incontro internazionale dei leader delle grandi religioni mondiali, promosso dalla comunità di Sant’Egidio il 20 ottobre 2020, ha affermato: “La pace è la priorità di ogni politica” E ancora: “Quanti impugnano la spada, magari credendo di risolvere in fretta situazioni difficili, sperimenteranno su di sé, sui loro cari, sui loro Paesi, la morte che viene dalla spada”; spiega Francesco: Il “basta” di Gesù “è una risposta senza equivoci verso ogni violenza: un ‘basta!’ che “supera i secoli e giunge forte fino a noi oggi: basta con le spade, le armi, la violenza, la guerra! Mai più la guerra! il grido sulla scorta del discorso di San Paolo VI alle Nazioni Unite, nel 1965”. “Questa è l’implorazione di noi tutti, degli uomini e delle donne di buona volontà. È il sogno di tutti i cercatori e artigiani della pace, ben consapevoli che ogni guerra rende il mondo peggiore di come l’ha trovato”.


 
In questa prospettiva ogni pensiero o parola o azione o iniziativa o gesto che scaturisca dal valore della nonviolenza e che dia un contributo al diffondersi di una cultura di pace, a partire dalla propria vita, dal proprio ambiente di lavoro, dal proprio territorio, diventa un seme prezioso da coltivare. È dunque con lo spirito costruttivo che nasce dal basso, da Associazioni di volontariato che si spendono per il bene comune della nostra città, che si intende prendere un’iniziativa simbolica, ma significativa che celebri il valore della nonviolenza e che possa fare di Agnone una città della pace. Agnone, infatti, è un centro capace di irradiare il valore della pace con la sua storia, con le sue tradizioni religiose, culturali, civili, con le sue numerose chiese, il suo centro storico, con il suo paesaggio, i suoi “suoni antichi”, i suoi campanili, le sue campane, fuse peraltro nella locale Pontificia Fonderia. Del resto che cosa più di una campana esprime l’ideale della pace? E che cosa più della pace può caratterizzare la nostra cittadina, sia sotto il profilo etico e civile che sotto il profilo dell’immagine da offrire all’esterno? Quanti turisti hanno trovato o riscoperto nel paesaggio dell’Alto Molise e di Agnone la pace! Per tutte queste ragioni le nostre Associazioni intendono rivolgere la seguente proposta: Lavoriamo insieme in modo creativo, mediante la promozione di iniziative e progetti, per fare di Agnone una città di pace. Di qui nasce una prima concreta proposta di installare alla base del monumento ai caduti del Comune di Agnone la seguente scritta, tratta dalle parole di Papa Francesco, ispirate al valore della pace e contro la guerra, di cui alcune pronunciate davanti al Sacrario di Redipuglia, parole che si pongono in perfetta sintonia con l’art. 11 della Costituzione: “La guerra è follia! /Per tutti i caduti dell’inutile strage, /
per tutte le vittime della follia della guerra, /mai più la guerra! / Da ogni terra si levi una voce: no alla guerra, no alla violenza, / sì al dialogo, sì alla pace!”

 
Aratri non spade

Si rileva che la stessa scritta è stata apposta alla base del monumento ai caduti di Monteleone di Puglia, Comune all’avanguardia per quanto riguarda l’adesione a progetti di pace, tanto che è stato onorato dalla presenza della figlia di un martire della nonviolenza mondiale, Martin Luther King, Bernice Albertine, e di artisti che hanno voluto rendere omaggio al paese, dipingendo nel centro abitato suggestivi murales ispirati alla nonviolenza e alla pace. Del resto in Emilia-Romagna, a Tolè (Vergato) una chiesa sacrario degli alpini, intitolata alla Madonna della neve, ha ospitato ancora la scritta di cui sopra, fregiandosi in occasione dell’inaugurazione, della presenza benedicente del cardinale di Bologna. Agnone, dunque, con la realizzazione di questo semplice progetto, potrà essere nel novero dei primi centri d’Italia a compiere una scelta, che oltre a caratterizzarne meglio la sua storica vocazione alla pace, potrà riceverne un importante ritorno di immagine. L’iniziativa, del resto, può rappresentare uno dei modi più significativi e commoventi per ricordare e onorare i caduti della Prima guerra mondiale e di tutte le guerre, affinché le ingiustizie, le violenze, gli orrori bellici, le “inutili stragi” non si ripetano più e il monumento ai caduti, nel testimoniare i lutti delle guerre e il sacrificio di interminabili schiere di morti, si trasformi in un simbolo di speranza e in un inno alla pace e all’unità della famiglia umana.