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mercoledì 18 maggio 2022

Libri
Riflessioni contro la guerra nel pamphlet di Gaccione.


 
Meglio un anno di negoziati che un giorno di guerra diceva il giovane anti militarista Alexander Langer”. “Meglio un anno di negoziati che un giorno di guerra”. Queste frasi, tratte dall’esauriente saggio di Gaccione Scritti contro la guerra” (Tralerighe Libri, 2022) sono emblematiche perché rappresentano la base di un pensiero che, in modo lucido e argomentativo, dimostra la validità di un discorso non solo pacifista, ma anche disarmista. Fin da giovane l’autore ha sempre condiviso le tesi di Carlo Cassola, scrittore impegnato nella testimonianza contro la guerra e i suoi effetti devastanti, che verifichiamo ne La ragazza di Bube e in Fausto e Anna. Pur capendo il ruolo fondamentale della Resistenza, si coglie lo sguardo addolorato di fronte alla morte e ai massacri. Proprio dalla sofferenza, dai bombardamenti, dalle vendette e rappresaglie, Gaccione invita l’umanità a costruire un mondo solidale e collaborativo che rifiuta la corsa al riarmo. Il conflitto tra Ucraina e Russia ci vede inermi come popolazione che chiede di cessare il fuoco. Purtroppo i governi con i loro interessi prettamente economici spingono ad un progressivo allargamento delle operazioni belliche. Protestare diventa sinonimo di vigliaccheria perché sembra minare scelte opportuniste. Confrontare varie fonti e versioni diverse si trasforma in antidemocrazia. Il testo, riportando vari articoli apparsi su di Odissea, utilizza un tono vibrante e ricco di pathos gettando una luce cupa sulla catastrofe nucleare che potrebbe verificarsi. Sembra di rivivere l’atmosfera inquietante del “Dialogo di un folletto e di uno gnomo” di Leopardi che immaginava l’improvvisa scomparsa dell’uomo dalla terra. Il silenzio, l’indifferenza dei due personaggi e della natura nei riguardi del genere umano anticipano il nostro drammatico contesto storico.                         
Mariacristina Pianta