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venerdì 17 giugno 2022

FILASTROCCA PAZZA
di Silvano Piccardi



 
Filastrocca pazza
scopa e ramazza
Filastrocca incazza
spara et ammazza
Sulla madre terra?
Filastrocca guerra!
La guerra mondiale?
Memoria del male!
Memoria di ieri?
ma no, siamo seri,
memoria di adesso
di un mondo al collasso
memoria di quello
che porta al macello:
ovvero il più forte
che vuole la morte
di chi al confine
pretende la fine
del vecchio padrone
sia pure nel nome
del grande ladrone
che è sempre in guerra
su tutta la terra
con chi non ha niente:
il paria pezzente
l’odiato migrante,
sia vecchio o lattante
purché magrebino
o afro e algerino
asiatico afgano
o curdo siriano
perciò clandestino
e senza un quattrino
ma là non c'è pane
né riso o banane
perché c'è la guerra
dov'è la sua terra
costretto a fuggire
costretto a pietire
so-li-da-rietà
o almeno pietà.
Però non ne dà
chi soldi ne ha
quel tanto che basta
per dare alla casta
dei consumatori
speranze e tremori
vanesie pastette
da mezze calzette
feroci rancori
padani furori…
Allora che bella
la guerra livella
la guerra ramazza
che uccide che ammazza
che illude che impazza
che svuota la piazza
che taglia la cresta
a chi fa protesta
Fa niente se dopo
né il gatto né il topo
risolvono niente;
chi è deficiente
vuol esser vincente
vincente vincente
potente potente
ritornello pazzo
che non serve a un cazzo
che tutto peggiora
e alla malora
ci manderà tutti
travolti dai flutti
di un mare … di merda…


 
e qui si finisce perché non c’è rima, e non c’è memoria che serva se sempre, ogni volta da capo riprende la stessa tremenda menata la stessa ostinata violenta canzone di mitra e cannone... finché in chiave armonica, si arrivi all’atomica. Basta.