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lunedì 12 febbraio 2024

A TITOLO PERSONALE
di Romano Zipolini
 


Sembra siano passati cento anni, da quando uomini in mala fede, benpensanti, o ignoranti della storia ed estranei alla vita della nostra Nazione, si permettevano di domandare: ma dove lo vedete il fascismo, dove li vedete i fascisti? Ora, che i fascisti e i nazisti sono in mezzo a noi, in tutta Europa, al Governo, a Lucca, gli stessi organi di informazione, fanno sembrare che siamo noi: i diversi, i superati, gli ottusi fanatici della costituzione, gli indottrinati dal comunismo, i seguaci dell’anti-papa Francesco, gli illusi della pace, che lottano per valori che non servono più. Fanno sembrare che siamo noi, che onoriamo ancora i partigiani e tutti coloro che riconsegnarono libertà e dignità al nostro Paese, ad essere in mezzo a costoro, come fastidiosi e persino pericolosi residui di un tempo passato, ed osano riscrivere i fatti, con sciagurata approssimazione, con studiata slealtà e con inganno. Siamo noi a dare fastidio. Perché tentiamo di fare cultura, di ricordare la storia. Di fermare il fascismo e il nazismo. E l’informazione si è accodata a questa miseria, e ritorna, rovesciato, il tradimento dei chierici. Persino i massimi esponenti dello Stato, quelli da sempre compromessi e quelli che vorremmo credere genuini, si accodano ai ritornelli grossolani di chi osa lo stravolgimento della storia, con paragoni improponibili, con dimenticanze complici. E così il modesto, ma articolato, contributo di Anpi Lucca, sul dramma delle foibe, viene censurato su taluni “insospettabili” mezzi di informazione. Il Tirreno, ad esempio, ha lavorato di bisturi sul documento Anpi, che ha apertamente affermato l’orrore delle foibe. Quel giornale, che dovrebbe essere parte dell’editoria democratica, ha tolto, di proposito, e censurato ogni indispensabile riferimento alle responsabilità di Mussolini, del fascismo, del nazismo, che stanno all’origine della questione istriana. A quando hanno rimandato la scoperta dell’esodo degli “italiani brava gente”, dalle colonie fasciste africane? Si leggano costoro il capitolo XIII (il paniere di ostriche: venti chili di occhi umani) del libro Kaputt, di Curzio Malaparte, che scrive di Ante Pavelic, che regnava sullo Stato nazionale croato, spalleggiato dai suoi Ustascia ed asservito a Hitler e Mussolini. Così, non giustificheranno le brutalità di Tito, ma avranno qualche cosa su cui riflettere.