Pagine

sabato 5 aprile 2025

DAZI E FALSITÀ PERSISTENTI    
di Luigi Mazzella
 

Sarebbe oltremodo ragionevole analizzare il comportamento di Donald Trump “sui dazi”, mettendo la sordina all’aggressiva “propaganda” della Sinistra mondiale che, duramente sconfitta alle elezioni statunitensi ed in crisi evidente in tutte le sue vere e proprie “filiazioni” dei Paesi dell’Occidente scatena, a ogni  piè sospinto, nel nuovo e nel vecchio continente, uragani politici che trovano, a causa della presenza di visioni (religiose o politiche) esclusivamente assolutistiche, irrazionali e inconciliabili, popolazioni  divise e frantumate. E ciò per effetto della scomparsa di ogni tipo di solidarietà (personale, familiare, nazionale). Occorrerebbe, in altre parole, ispirandosi alla saggezza del noto brocardo latino, ricordarsi che “Qui suo iure utitur neminem laedit” e che uno Stato, ha certamente il diritto di modificare il proprio sistema fiscale. Nel caso specifico, la riforma del Fisco statunitense era già nel programma elettorale di Trump di “salvare e rilanciare” l’economia del proprio Paese. Era scontato, quindi, che il Presidente neo eletto dovesse fare di tutto per perseguire l’obiettivo promesso. Gli “alti lai” dei Paesi esportatori devono considerarsi equivalenti, nella sostanza, in tutto alle proteste ipotizzabili degli immigrati se gli Stati del Mediterraneo decidessero di applicare il loro diritto-dovere di difendere i “sacri” confini dei loro Paesi.
Sul problema dei dazi è verosimile immaginare che il neo eletto Presidente americano si sia avvalso degli studi di economisti di sua fiducia per realizzare il suo obiettivo e giungere alle conclusioni oggi note. Sulla base di tali risultati egli, con buona probabilità ha, conseguentemente deciso di agire con razionalità non disgiunta da sperimentazione concreta. E cioè in base ai canoni insuperati della civiltà greco-romana, all’origine di quella Occidentale, poi tradita a causa delle ben note invasioni barbariche di diversa provenienza.


La ballista di 800 miliardi
di armi

Ragionando con pacatezza, si dovrebbe ritenere del tutto conseguente alla sua scelta che il resto del mondo, per rispondere in modo adeguato alla tutela dei propri interessi segua lo stesso percorso logico, prima di assumere iniziative. E ciò senza pretendere di interferire, biasimare o condannare scelte altrui, liberamente assunte e conformi alle regole dello Stato di diritto prima che della democrazia. Questo ragionamento non farebbe una grinza se non ci trovassimo di fronte a un Occidente in preda a una progressiva e inarrestabile follia collettiva. Seguendo gli irrazionalismi che costituiscono l’unica essenza della sua “cultura” (termine inappropriato, data la totale assenza di un pensiero libero non condizionato da credenze, ma invalso, ormai, nell’uso comune) la parte di mondo da noi abitata, a differenza del resto del globo che non presenta nulla di pari ferocia, si massacra al suo stesso interno con atti aggressivi e violenti che, come suole dirsi, sul terreno di guerra “non lasciano prigionieri”. E ciò sia per gli irrazionalismi e assolutismi religiosi, sia  per gli irriducibili  fanatismi ideologici. E così, mentre sul piano religioso i fedeli di Mosè massacrano quelli di Maometto (che reagiscono sul campo e anche oltre i loro confini con attentati e tagli di gole), i seguaci degli hegeliani di Destra e di Sinistra (questi ultimi unitisi sotto il manto protettivo del Partito Democratico di Obama e di Biden e sorretti dall’Intelligence e dalla Casta militare dell’intero Occidente) tendono reciprocamente a eliminarsi dalla scena politica. Allo stato, entrambe le guerre che un tempo si consideravano appannaggio solo degli “opposti estremismi” e che oggi sono divenute furibonde anche per il mutato comportamento delle ali cosiddette “moderate” sono in pieno svolgimento: sul fronte religioso è Israele a segnare punti a proprio favore in termini  di distruzioni belliche; su quello politico l’armata della Sinistra, con uno strombettio mass-mediatico a dir poco imponente e con l’aiuto istituzionale dell’Unione Europea, tende a mettere in angolo, puntando ad annientarli, i nuclei sparsi della Destra mondiale. Lo stravolgimento intervenuto nella sua vita politica porterà in maniera inevitabile al suo diapason la follia, già avanzata, dell’Occidente. Gli eccessi, le disumanità, le panzane clamorose della propaganda, le aberrazioni compiute nei fumi delle battaglie sui mass media (e non solo) condurranno a risultati ancora più aberranti di quelli attuali: è prevedibile che qualche ebreo dissenziente sia indotto a rivoltarsi contro lo Stato ebraico e che persone che non hanno mai votato per un partito di destra lo facciano per contrastare e arginare l’attuale egemonia aggressiva e violenta della Sinistra. Il risultato sarà paradossale: la vita degli Occidentali passerà dagli eccessi di un certo segno, religioso o politico, unicamente a quelli di segno diametralmente opposto ma di uguale illogicità e nefandezza. E, trattandosi di una lotta fra irrazionalismi imperterriti presenti nell’un campo e nell’altro, gli errori strategici e tattici sono e saranno, per così dire, “all’ordine del giorno”.