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giovedì 11 settembre 2025

I DRONI IN POLONIA
di Luigi Mazzella
 
Varsavia rasa al suolo

Si invoca l’art.4, ma la NATO è in guerra da tre anni. Anzi, da quando ha deciso di estendere la sua influenza ad Est accerchiando militarmente la Russia.
 
Se è vero che la guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi, credo che si possa, con altrettanta verosimiglianza, affermare che la continuazione della guerra in Ucraina è la prosecuzione della competizione elettorale statunitense con altri mezzi. Trump ha vinto le elezioni presidenziali ma il Deep State nordamericano (CIA, FBI, Lobby finanziaria, Ordine giudiziario, Pentagono) non gli dà tregua e gli impedisce di governare. 
I giudici bloccano, comunque, i suoi provvedimenti amministrativi, le autorità finanziarie gli mettono continui bastoni tra le ruote, l’Unione Europea e i Paesi Europei della NATO lo considerano un nemico, essendosi egli arreso alla Russia, dopo che Biden aveva dichiarato guerra a Putin, inducendo l’Occidente a violare la norma dell’articolo 5 del Patto Atlantico e fornendo armi e sostegno a Zelensky per perpetuare lo stato di belligeranza. 
Il Partito Transnazionale Democratico, grazie alla CIA e ai servizi segreti “deviati” dell’Europa gli ha fatto sotto i piedi  terra bruciata: esso ha inglobato persino i neofascisti di Meloni & co, grazie al servilismo ostentato di Tajani e alla viltà (nascosta) della Lega, che dopo avere servito su un piatto d’argento alla Meloni una politica economico-finanziaria di tutto rispetto, migliorando  i risultati dei sondaggi d’opinione, si è accontentata, come per una sorta di miserabile mancia,  del provebiale “piatto di lenticchie” rappresentato dalla nomina a Mosca di un ambasciatore a essa gradito. Negli States si è verificato il primo atto di una vera “guerriglia” urbana con l’uccisione, nel corso di una manifestazione pubblica, di un membro del Partito Repubblicano, fedele al Presidente in carica. Trump è chiaramente in difficoltà e a goderne sono in tanti anche nel “Bel Paese”. Non ci si rende conto che la sua debácle definitiva significherebbe la morte della democrazia Occidentale: al Partito Democratico Americano e alle sue filiali Europee transnazionali non c’è alternativa. Il loro predominio sarebbe senza ricambio: altro che autocrazie extra-occidentali!
In Europa Orban è solo e la Meloni ha dimostrato solo di saper fare salamelecchi a chi lei pensa che al momento conti veramente. La sua scarsa conoscenza delle regole del gioco internazionale la induce ad affermare cose prive di ogni fondamento giuridico e logico. Ieri si è unita alle grida di sorpresa per i droni sul confine polacco, Paese della NATO che con gli altri Stati membri di quell’Organizzazione militare si è dichiarata “cobelligerante” di Zelensky e della sua Ucraina, esponendosi per ciò stesso alle ritorsioni e alle rappresaglie che le regole internazionali da sempre contemplano.


Bombardamento su Roma

Quei “droni” potremmo trovarceli anche noi, come co-belligeranti, per effetto di quelle stesse regole, sulla nostra testa. I gridolini della “pulzelletta” potrebbero diventare certamente più acuti ma risulterebbero ugualmente sterili.  È chiaro che essendo passata, da pulzella munita d’ascia, armi e bagagli, nel campo (un tempo, ritenuto “opposto”) del Partito della Sinistra Transnazionale costruita da Obama, dalla CIA e dal Pentagono, la Presidente del Consiglio Italiana condivida l’idea del “crinale” scivoloso verso la terza guerra mondiale. 
Sta di fatto, però, che la sua condivisione giunge drammaticamente tardiva: la Presidente doveva accorgersi del pericolo quando improvvidamente entrava in guerra tra un abbraccio e l’altro a Biden.
Conclusione: Ormai the time is over e la parola dovrebbe passare agli Italiani, con l’aiuto di qualche “volenteroso della pace”, al fine (esso sì, “salvifico”) di mandare a casa uno schieramento di guerrafondai dal volto truce, che le svenevolezze muliebri della Presidente non riescono a far dimenticare. 
Coraggio! La maggioranza degli Italiani non è per la guerra! Se non fa sentire la sua voce è solo perché il sistema informativo è nelle mani sbagliate (comprese le sue neo-fasciste e quelle dei suoi amici di Mediaset, lontani mille miglia dalle posizioni di Silvio Berlusconi). 
Abbiamo un patrimonio materiale e (in parte) anche umano da preservare. Basta dividersi, elettoralmente, tra chi vuole perseguire tale obiettivo e chi vuole il contrario.