TAV. INCONTRO A VILLA PALLINI di
Associazione di volontariato Idra
Resoconto condiviso dell’incontro col presidente
del Consiglio di Quartiere 5 mercoledì 3 settembre a Villa Pallini. Èdurato più di un’ora il gradevole incontro con
l’ing. Filippo Ferraro, giovane presidente della circoscrizione “Rifredi”, il
quartiere più popoloso e delicato di Firenze, vera città nella città, mercoledì
3 settembre mattina. Un primo contatto era stato cortesemente stabilito a fine
luglio dall’ing. Ferraro in relazione all’intervento di eradicazione,
al Romito, di 16 maestosi platani che dall’argine assicuravano
ossigeno, protezione e conforto agli abitanti di via Cosseria e all’avifauna
locale. Ne era scaturita una conversazione telefonica ai primi di agosto che
aveva suscitato - intorno ai temi anche più generali della cantierizzazione per
l’Alta Velocità ferroviaria, della salvaguardia idraulica del territorio e
dell’informazione sui risvolti ambientali e urbanistici del progetto -
l’apprezzato interesse del presidente, e l’impegno ad accordare
all’associazione un incontro de visu subito dopo le ferie estive. All’appuntamento
a Villa Pallini il presidente di Idra, che dal 1994 vigila sulle
procedure e sui contenuti della ‘grande opera’ TAV lungo l’Appennino, in
Mugello, a Sesto Fiorentino e a Firenze, si è presentato con un dossier di 133
cartelle e una chiavetta contenente ulteriori fonti e estratti video dedicati
all’annosa avventura degli oltre 12 km di doppio sottoattraversamento Campo di
Marte-Castello e della temeraria stazione sotterranea Circondaria
(eufemisticamente denominata ‘Belfiore’ dal committente), capolinea di due soli
binari (esclusivamente per i treni AV) ma piazzata accanto al nervoso torrente
Mugnone. Si è
trattato finalmente della prima opportunità di rapporto con l’esecutivo
cittadino, commenta l’associazione fiorentina, mentre persino le commissioni
consiliari competenti, indifferenti alle segnalazioni e agli allarmi
ripetutamente trasmessi col supporto di copiosa documentazione istituzionale,
ignorano da oltre due anni ormai, attraverso le successive consiliature, le
richieste di audizione inoltrate per le vie formali da Idra. È stato
così possibile illustrare di persona le fonti istituzionali che comprovano le “criticità
concrete e attuali riscontrate nella realizzazione del passante sotterraneo
Alta Velocità / Alta Capacità ferroviaria, con particolare riferimento agli
impatti - diretti e indiretti - sul territorio del Quartiere 5 e sul buon
governo della spesa pubblica”, come recita la lettera di
accompagnamento al dossier.
Sei i
capitoli nei quali è stata articolata la documentazione depositata nelle mani
del presidente Ferraro, e sinteticamente illustrata nel corso del colloquio: a)- il mancato
collaudo tecnico amministrativo dello Scavalco AV Castello-Rifredi,
e i suoi riflessi sulle condizioni di degrado dell’opera; b)- l’ubicazione
del progetto di nuova stazione, ritenuta da Idra infelice sul piano
urbanistico (problema tuttora irrisolto) e trasportistico (per il danno
conclamato a carico dei passeggeri con origine o destinazione a Firenze), ma
anche e soprattutto ambientale: nonostante la pericolosità
idraulica ‘alta’ del sito in cui risulta dislocata la ‘stazione
Foster’ dopo il respingimento in conferenza di servizi, il 3.3.’99, del precedente
progetto ‘Zevi’ ubicato in area a pericolosità idraulica ‘bassa’, è stata
clamorosamente esonerata dall’indispensabile vaglio della procedura di
Valutazione di Impatto Ambientale; c)- la bizzarra
sorte delle terre di scavo estratte dalle due frese in azione nel
sottosuolo della città, che non saranno più utilizzate per la
rinaturalizzazione ed il recupero ambientale di una ex miniera nel Valdarno
aretino, a Cavriglia, e a realizzare, nella stessa area mineraria, il
rimodellamento del paesaggio con una collina destinata a nascondere le ciminiere
della centrale elettrica di Santa Barbara, ma più prosaicamente - come è stato
possibile apprendere solo previa istanza presso il Ministero - al riempimento
di una cava a Serravalle Pistoiese; d)- la
spinosa vicenda dei progetti di adeguamento idraulico del torrente Mugnone, col
suo indotto nell’area del Romito, e la vana
richiesta di ascolto presso la direzione Difesa del suolo della
Regione; e)- l’omessa
presentazione, nel progetto esecutivo da tempo ormai in corso di
attuazione, del piano di emergenza previsto dal DM 28/10/2005 “Sicurezza nelle
gallerie ferroviarie”; f)- la deludente
interlocuzione con RFI in materia di trasparenza e informazione.
Il
responsabile di Idra Girolamo Dell’Olio, che per 34 anni ha lavorato
presso l’Istituto Professionale ‘Leonardo da Vinci’ di Rifredi, ha fatto dono
all’ing. Ferraro del catalogo fotografico in bianco e nero ‘Prestaci un ricordo’,
realizzato con le sue classi nei primi anni Novanta del secolo scorso - in
collaborazione col gruppo fotografico dell’SMS di Serpiolle - rovistando nei
cassetti e negli archivi delle abitazioni, delle parrocchie, dei circoli. E’
stata l’occasione, questa, per segnalare al nuovo presidente del Quartiere
anche la promettente iniziativa di
‘adozione sociale’ della vallata del torrente Terzolle, avviata
dall’associazione nel 2019 assieme al Comune di Sesto Fiorentino, allo stesso
Quartiere 5, agli abitanti, agli amanti del sito e a svariate componenti
civiche e associative, ma abortita con l’avvento del lockdown pandemico, e
purtroppo mai più riattivata. C’è stato infine appena il tempo di iniziare ad
analizzare - assieme al perito agrario Stefano Barchielli, un veterano della
protezione idraulica pubblica nel territorio attraversato dai torrenti Mugnone
e Terzolle - alcuni dei contenuti della relazione generale di Rfi relativa al
progetto esecutivo del bypass sotto il fascio ferroviario in uscita da Santa
Maria Novella al Romito. Idra ha proposto pertanto di tornare ad
affrontare a un livello più adeguato di approfondimento questo e gli altri temi
posti in evidenza nel dossier, attraverso incontri specifici, anche tecnici,
nelle commissioni di Quartiere, o in audizione in Consiglio. Nell’accomiatarsi
da Dell’Olio e Barchielli, il presidente Ferraro ha da parte sua assicurato che
visionerà con attenzione l’abbondante materiale fornito - come scrive Idra
nella nota che lo accompagna - “a riprova della serietà e della gravità
delle anomalie che - con nostra viva preoccupazione e giustificato sentimento
di allarme - accompagnano gli scavi per la realizzazione del passante
ferroviario Alta Velocità fra Campo di Marte e Castello, della nuova stazione
Circondaria e delle opere connesse”. Sembra
dunque essersi aperta un’importante preziosa finestra di dialogo!