MOBILITARSI CONTRO LA
GUERRA A Marco Travaglio direttore de ‘il
Fatto Quotidiano’
Caro Direttore, voglio esprimere il mio plauso a
Silvia Truzzi per l’articolo dell’11 dicembre 2025 che invoca una mobilitazione
generale di natura e contenuto antimilitarista. Il vento di follia militarista
che soffia sull’Europa e sull’Italia è folle e privo di ogni giustificazione e
di ogni prospettiva che non sia quella della guerra per la guerra. Che questo
venga in parte alimentato da soggetti che hanno vicinanza e interessi con
l’industria delle armi è un dato di fatto, ma non è sufficiente per
giustificare l’alto tasso di follia militarista da tanta parte della classe
dirigente europea ed italiana. Ma è tristissimo, e sino ad ora poche sono le
voci che la contrastano e tra queste certamente un grande plauso merita il
Fatto Quotidiano. Ma dove sono i giovani destinati, in questa prospettiva, a
diventare “carne di cannone”? Perché non reagiscono in massa, perché non si
ribellano? I lavoratori e i sindacati perché non si mobilitano per questa
grande causa? Eppure, la prospettiva di guerra e di militarismo imperante,
insensato e superficiale, sono le cose che più di ogni altra giustificano una forte,
dura e tenace mobilitazione, come invoca giustamente la bravissima Silvia
Truzzi.
È necessario, forse, partire con
una mobilitazione su obiettivi specifici come: lotta anticipata contro
l’annunciato disegno per la leva militare, sia essa volontaria o, in
prospettiva, obbligatoria; lotta contro l’abrogazione tacita e di fatto
dell’articolo 11 della nostra Costituzione; lotta contro le fake news con le
quali in continuazione si continua ad alimentare lo spirito militarista. Su
questi obiettivi specifici bisogna tessere una rete di contrasto del pensiero e
della pratica militarista e tessere una rete di contatti su questo tema non
solo in Italia ma in tutta Europa. Con rinnovati complimenti a
Silvia Truzzi e a ‘il Fatto Quotidiano’. Mando questa mia anche ad Angelo
Gaccione direttore del Giornale on line ‘Odissea’ perché è un’altra delle poche
voci che si battono, senza se e senza ma, contro la follia militarista.
Cari saluti. Marco Vitale [Milano, 12 dicembre 2025]