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domenica 11 gennaio 2026

BUFFONI E L’IDENTITÀ QUEER
di Federico Migliorati
 
Franco Buffoni

Il termine “queer”, portato alla ribalta dai movimenti che promuovono la tutela della diversità di genere e richiamato in più occasioni tra gli altri da Michela Murgia, sta per “strano”, “insolito”. Ciò che devia dalla consuetudine, dalla normalità (posto che si possa definire una qualche forma di normalità nell’ambito umano). Ed è proprio su di esso che Franco Buffoni, poeta, scrittore, traduttore di lungo corso che non ha mai fatto mistero della propria omosessualità, dedica un interessante e variegato volume dal titolo: Aureole e tigri dal mondo queer. Racconti di un’altra letteratura, recentemente licenziato da “Il ramo e la foglia edizioni”, piccola realtà editoriale romana diretta dai bravi Roberto Maggiani e Giuliano Brenna. E di cosa parla in particolare Buffoni nelle pagine? Di scelte personali e di arte, di storia e di filosofia, di poesia e di quotidianità, di astronomia e di microbiologia, il tutto in maniera cordiale e diretta, senza fronzoli, per chiarirci quanto l’essere queer, un’identità figlia di plurime identità, non rappresenti alcun “errore” della natura, come qualcuno ancora oggi sostiene, né sia un peccato perché da che mondo è mondo questa condizione ha vissuto un’alterna fortuna. Certo, se non ci fosse stato l’ebreo-cristiano Saulo, che nelle lettere greche non fa mistero di considerare la sodomia, il “reato immaginario” come per molti anni fu considerato diventando un elemento di grave trasgressione al volere divino tanto da condurre nel corso dei secoli alle persecuzioni contro le relazioni omoerotiche (dall’editto di Costantino alle leggi liberticide di Diocleziano), ebbene senza Saulo certamente il corso della storia avrebbe registrato una maggiore tolleranza verso le minoranze sessuali ma tant’è. Buffoni chiarisce bene cosa ciò abbia rappresentato non rinunciando a penetrare nella propria esistenza per riflettere su questo o quel tema: dei tre momenti tragici vissuti o lambiti (il dramma dell’Aids che lo ha privato di molti amici, un tumore ai polmoni fortunatamente debellato, l’esperienza pandemica che tutti ci ha coinvolto) dà atto alla scienza di avergli garantito la salvezza. E quale nesso ci sarà mai tra questi aspetti e il mondo queer? Esiste: la natura, ci spiega il poeta romano, dà una straordinaria prova di essere queer, insolita, portandoci a rivoluzionare spesso le nostre idee. Fuori da ogni conformismo e dogmatismo letterario siamo invitati a percepire nelle opere di Leopardi, Saba e D’Annunzio risvolti omoerotici più o meno evidenti: se il primo, nel rapporto con Antonio Ranieri, non ha mai fatto mistero di andare oltre la pur intensa amicizia, nel poeta triestino non c’è solo il romanzo “Ernesto”, che raccoglie le confessioni sull’iniziazione omosessuale del letterato, a fornirci spunti di verità. E nel caso del Vate c’è la relazione intessuta con il danzatore e cineasta Alberto Spadolini “Spadò” a emergere, in una vicenda personale, quella dell’illustre ospite del Vittoriale, che ha connotato di tinte queer soprattutto la fase iniziale e quella conclusiva dell’autore de “La pioggia nel pineto”. Ce n’è anche per due calibri da novanta della musica classica, osservati nelle loro amicizie pruriginose, “nascoste” dal velo di un’epoca ipocrita in cui non potevano emergere: è il caso di Chopin da una parte, e di Čajkovskij dall’altra. Variegato ed elaborato il testo su Pasolini, che da adolescente in epoca fascista fu “costretto” a conoscere il mondo attraverso il filtro della propria condizione sessuale. Sul lato femminile viene narrata l’avvincente storia di Adrienne Rich, scrittrice del Maryland “lanciata” da Auden, impegnata in convinte battaglie pacifiste e contro le discriminazioni sessuali: è lei che, secondo Buffoni, incarna al meglio l’immagine del lesbismo quale ineluttabile esito del femminismo. I racconti contenuti nella raccolta sono, dunque, non solo un vivace e sfaccettato quadro d’insieme nel tempo e nello spazio, nella verità spesso dimenticata quando non occultata, ma, come scrive lo stesso autore nel risvolto di copertina, puntano a far che si che “qualche giovane possa trarre motivo di orgoglio e rinnovata dignità”. Queer è bello, insomma. 
 

 
Franco Buffoni
Aureole e tigri dal mondo queer. 
Racconti di un’altra letteratura.
Il ramo e la foglia edizioni
Pagg. 162 € 16,00