Non ho mai
parlato dei miei sogni, da sempre convinto della noia che il loro racconto
provoca nell’ascoltatore. Ho fatto un’eccezione, qualche giorno fa, e sono
stato smentito dai vostri commenti favorevoli.Dato che
anche stanotte ho fatto un sogno che, probabilmente, merita di essere
raccontato, eccovelo: Premessa: Un gigante
dei nostri tempi, intendendo scoprire l’Europa, si reca nel Vecchio
Continente ma, memore della sua lettura giovanile del capolavoro di Jonathan
Swift, si accorge subito di non poter avere la fortuna di Gulliver a Lilliput.Perché?Egli constata che gli abitanti del
luogo, anch’essi di statura molto modesta, pur se non riescono a legarlo,
neppure si mostrano molto gentili con lui (come erano stati, invece, i
Lillipuziani con il medico britannico ). A differenza di questi ultimi,
poi, gli Euro-idioti (come il gigante ormai li chiama, dopo averli conosciuti
bene) cominciano a inscenare sarabande di oscena imbecillità, senza
mai preoccuparsi di nascondere o celare (neanche parzialmente) la “deficienza
mentale” di cui sono diventati “portatori sani” dopo che cinque individui,
visitatori del loro Paese, in tempi diversi, li hanno infettati
inguaribilmente, raccontando loro favole amene e inverosimili e imponendo
di credervi con minacce o lusinghe di vario tipo. Il gigante capisce
subito che gli Europei ignorano che sul Pianeta non tutti sono “creduloni” come
loro e soprattutto non sanno che lui, probabilmente, è giunto nella
loro terra dopo essersi liberato dalle stesse, stupide credenze.
Soprattutto essi non immaginano ciò che il gigante ha scoperto
Oltreoceano: che, cioè, una “gang” del suo Paese, conoscendo l’ormai
nota debolezza della facile credulità europea ha, molto
agevolmente, corrotto i “capi-banda” locali, asservendoli totalmente al
suo volere e incitandoli persino a suicidarsi in un immane lotta contro tutti
quelli da essa ritenuti suoi nemici. Id est: tutti i
giganti e potenti della Terra divenuti, con accordi segreti, amici tra di loro
per la spartizione del potere sul globo.Molti Euro-idioti, trattati come
suole dirsi “a pesci in faccia”, dal gigante sbarcato nel Vecchio Continente,
cominciano, a questo punto, a dare segni (oltre che della loro ordinaria scemenza)
di disturbi mentali vari, tra cui la perdita della memoria. Uno di essi,
dimentico di essere, in buona sostanza, un erede del Re Sole Luigi XIV e di
Napoleone Bonaparte e inconsapevole dell’ovvia natura confessoria che avrebbe
assunto la sua frase dice solennemente: “Il tempo dei “bulli” è finito con
la morte dell’imperialismo”. Mi sono
svegliato, a questo punto. E ciò mentre le italiche pulzelle si accapigliano
ferocemente e il gigante fa mentalmente i conti sui dollari da versare per
l’acquisto di un pezzo di terra nel Vecchio Continente da cui svillaneggiare
meglio e più da vicino gli Euro-idioti.