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giovedì 22 gennaio 2026

DI NUOVO UN SOGNO
di Luigi Mazzella


 
Non ho mai parlato dei miei sogni, da sempre convinto della noia che il loro racconto provoca nell’ascoltatore. Ho fatto un’eccezione, qualche giorno fa, e sono stato smentito dai vostri commenti favorevoli. Dato che anche stanotte ho fatto un sogno che, probabilmente, merita di essere raccontato, eccovelo:
Premessa: Un gigante dei nostri tempi, intendendo scoprire l’Europa, si reca nel Vecchio Continente ma, memore della sua lettura giovanile del capolavoro di Jonathan Swift, si accorge subito di non poter avere la fortuna di Gulliver a Lilliput. Perché? Egli constata che gli abitanti del luogo, anch’essi di statura molto modesta, pur se non riescono a legarlo, neppure si mostrano molto gentili con lui (come erano stati, invece, i Lillipuziani con il medico britannico ). A differenza di questi ultimi, poi, gli Euro-idioti (come il gigante ormai li chiama, dopo averli conosciuti bene) cominciano a  inscenare sarabande di oscena imbecillità, senza mai preoccuparsi di nascondere o celare (neanche parzialmente) la “deficienza mentale” di cui sono diventati “portatori sani” dopo che cinque individui, visitatori del loro Paese, in tempi diversi, li hanno infettati inguaribilmente, raccontando loro favole amene e inverosimili e imponendo di credervi con minacce o lusinghe di vario tipo. Il gigante capisce subito che gli Europei ignorano che sul Pianeta non tutti sono “creduloni” come loro e soprattutto non sanno che lui, probabilmente, è giunto nella loro terra dopo essersi liberato dalle stesse, stupide credenze. 



Soprattutto essi non immaginano ciò che il gigante ha scoperto Oltreoceano: che, cioè, una “gang” del suo Paese, conoscendo l’ormai nota debolezza della facile credulità europea ha, molto agevolmente, corrotto i “capi-banda” locali, asservendoli totalmente al suo volere e incitandoli persino a suicidarsi in un immane lotta contro tutti quelli da essa ritenuti suoi nemici.
Id est: tutti i giganti e potenti della Terra divenuti, con accordi segreti, amici tra di loro per la spartizione del potere sul globo. Molti Euro-idioti, trattati come suole dirsi “a pesci in faccia”, dal gigante sbarcato nel Vecchio Continente, cominciano, a questo punto, a dare segni (oltre che della loro ordinaria scemenza) di disturbi mentali vari, tra cui la perdita della memoria. Uno di essi, dimentico di essere, in buona sostanza, un erede del Re Sole Luigi XIV e di Napoleone Bonaparte e inconsapevole dell’ovvia natura confessoria che avrebbe assunto la sua frase dice solennemente: “Il tempo dei “bulli” è finito con la morte dell’imperialismo.
Mi sono svegliato, a questo punto. E ciò mentre le italiche pulzelle si accapigliano ferocemente e il gigante fa mentalmente i conti sui dollari da versare per l’acquisto di un pezzo di terra nel Vecchio Continente da cui svillaneggiare meglio e più da vicino gli Euro-idioti.