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giovedì 22 gennaio 2026

IL RISVEGLIO DEL GUERRIERO
di Chicca Morone


 


Q
uando è stato dato l’annuncio che Joe Biden era stato messo a riposo ho iniziato a intravvedere una luce in fondo al tunnel nel quale ci stavano sospingendo: era chiaro che Kamala Harris con le sue risate fuori luogo, le parole che sfuggivano dalle sue labbra sui folli programmi di realizzazione dell’Agenda 2030 non ce l’avrebbe fatta! Così il male minore risultava Donald Trump, un personaggio sopra le righe ma che, pur facendo sicuramente parte di quel deep state, non avrebbe proseguito nella politica globalista dei suoi predecessori su certi argomenti: lo stava dimostrando nel coinvolgere Robert Kennedy Jr. in veste di Segretario della Salute e dei servizi umani USA. Scelta quanto mai oculata, dimostrata davanti a una folla di migliaia di persone, radunatesi pochi giorni fa davanti al Lincoln Memorial, quando ha preso la parola contro l’uso dei vaccini definendo il pass vaccinale uno strumento da regime nazista. Ha cercato di rendere consapevole il pubblico asserendo “Nessuno di noi avrà la possibilità di scappare e nessuno potrà nascondersi a causa dei satelliti di Bill Gates e del 5G con cui controlleranno ogni nostro movimento e comportamento 24 ore su 24. Persino nella Germania di Hitler potevi nasconderti in un attico, come fece Anna Frank”: parole che hanno suscitato lo sdegno della comunità ebraica, a New York molto potente. L’argomento salute, ancora, dopo tutto quello che è emerso sulla terapia genica a cui hanno sottoposto gran parte di noi, torna alla ribalta in modo ambiguo: l’immunologo statunitense Peter Hotez “Da giugno - ha twittato - 200 mila americani non vaccinati hanno perso la vita, vittime della disinformazione” senza però sottolineare se l’accertamento della cessazione di vita fosse avvenuta a causa del Covid o semplicemente per altri motivi ma infettati dal virus.
E quanti sono i decessi avvenuti per malori improvvisi, infarti, turbo-tumori e mille altre cause non meglio identificate tra i vaccinati? Le statistiche son impressionanti, anche quelle italiane. Il coraggio di Robert Kennedy jr. un uomo a cui hanno assassinato il padre e che sa perfettamente di essere nel mirino delle case farmaceutiche non è solo ammirevole: è eroico perché sfidare apertamente una lobby così potente significa mettere al primo posto la battaglia per il diritto all’autodeterminazione del cittadino in fatto di tutela del proprio corpo, prima ancora della propria vita. È un uomo nelle cui vene scorre il sangue non contaminato dalle logiche del potere sotterraneo, quello contrastato da zio e padre, vittime della lobby dei soliti noti. Per fortuna oggi possiamo constatare che il periodo neoliberale, tanto osannato da chi ne ha tratto il massimo beneficio, sta davvero finendo. Il neoliberismo si basava sul concetto che le democrazie andassero d’accordo tra loro e non si combattessero, ma risolvessero le divergenze demandando le risoluzioni a organizzazioni internazionali create da loro stesse, come le Nazioni Unite: sinceramente, se ricordo le linee guida dell’OMS (la costola per la sanità mondiale) durante la psico-pandemia, rabbrividisco. Se non bastasse, è manifesta l’inutilità di organismi simili osservando quanto poco le stesse Nazioni Unite riescano a intervenire in aree come Gaza, dove sarebbe necessario porre rimedio a uno dei genocidi in atto oggi, in questo mondo corrotto dai soliti noti.



Quindi, il periodo neo liberale è finito, è completo: oggi si dovrebbe tornare al realismo. Forse non è il metodo migliore, ma almeno non è più il precedente con il disastro a cui ci ha portato: ogni nazione fa per sé, cercando di ottenere il miglior risultato possibile, tutelando i propri interessi e, in generale, definendo la propria sfera di influenza. Certo, la nostra classe politica andrebbe riformata, ma non è detto che sia impossibile trovare giovani leve, pervase da quel furore quasi eroico pronte a un cambiamento, ma non violento. Figure come Elly Schlein, figlia di tanto padre, che ha fatto parte dello staff per l’elezione a presidente di Barak Obama non hanno dimostrato altro che inconsistenza; e anche Giorgia Meloni, partita da un’opposizione in cui tuonava contro il governo di Conte e compagni di merenda, risulta aver avuto precedentemente Mario Draghi come padrino dell’ASPEN. È questa un’associazione riservata, fondata a Aspen in Colorado nel 1950, che promuove il dibattito su temi strategici attraverso incontri a porte chiuse: in Italia ne fanno parte Giulio Tremonti, Lucia Annunziata, Marta Dassù, Enrico Letta, Mario Monti, Lucio Stanca e Giuliano Amato! E se qualcuno il 26 ottobre 2022 si fosse persa l’emblematica frase al passaggio della campanella tra il presidente del consiglio Draghi uscente e la subentrante Meloni, rispolvero la memoria “(…) mo’ mica mi molli da sola”.
È necessario accettare la realtà: siamo una colonia degli Stati Uniti e siamo stati venduti a più riprese dai cosiddetti statisti sponsorizzati dai signori di quel governo “globale” - chiamato anche “deep state” - interessati a ingigantire il proprio potere e denaro a discapito dei poveri… schiavi! E se non vogliamo restare schiavi è consigliabile un rapido risveglio dall’incantesimo perché l’Italia è un paese con una posizione strategica particolarmente ambita. Se continuiamo con le politiche dissennate di invio armi e denaro all’Ucraina dove ormai è emerso quanto la corruzione fosse e sia ancora dilagante, senza investire nella sanità, nell’istruzione e nell’industria ci ritroveremo con un simpatico “liberatore” che troverà fantastico dominare il Mediterraneo da qualche postazione in più, come se non ne avesse già abbastanza.