Carissimi, l’opinione pubblica è stata turbata
dai gravi incidenti che si sono avuti a Torino dopo la grande manifestazione
per Askatasuna: cento manifestanti feriti, un poliziotto preso a calci, una
specie di guerriglia urbana. La brutta lezione che se ne può trarre è che
quando il fascismo è al potere, la violenza si scatena, in quanto si chiudono
gli spazi vitali, da una parte e dall’altra. Succede a Minneapolis, e succede a
Torino. Ma che cos’è il fascismo? Il prof. Zagrebelsky ha ripreso una
distinzione tra il fascismo storico (quello delle camicie nere) e il fascismo
“eterno”, il primo proibito dalla Costituzione, mentre il secondo non lo
sarebbe, entrerebbe solo nel contrasto di opinioni. Non ne siamo tanto sicuri:
anche il fascismo eterno è incompatibile con la Costituzione, tutto sta a
vedere che cos’è il fascismo. Quello di Trump è dire che il diritto non c’è
più, non gli serve, lui basta a sé stesso. Per quello di qui. se ne può trovare
un’esemplare descrizione nei “principi generali” e nei primi articoli della
proposta di legge di Casa Pound e camerati sulla cosiddetta “remigrazione” e
riconquista. È infatti certamente fascismo storico ed eterno insieme stabilire
il principio della sicurezza pubblica e dei diritti “dei cittadini italiani”
(la persona umana come tale non esiste); l’affermazione “come principio
inderogabile, che non esiste un diritto intrinseco a migrare, inteso come
facoltà del singolo individuo di abbandonare la propria nazione di origine per
stabilirsi liberamente in un’altra” (niente diritti umani universali). È
fascismo puro introdurre la pena, (che non esiste in Costituzione anche se
ancora nel codice penale) della “confisca preventiva”, dei beni, patrimoni
immobiliari, aziende e conti correnti, anche prima della condanna definitiva,
per chi “agevoli l’ingresso irregolare di stranieri” (nell’irregolare
può entrare qualunque interdizione, anche un visto scaduto). Sono inoltre
previste per lo stesso reato pene detentive fino a 12 anni di reclusione, e una
sanzione fino a un milione di euro e, per gli immigrati, espulsioni,
deportazioni, revoca della cittadinanza già ottenuta, abolizione della
protezione speciale e quant’altro.