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lunedì 16 febbraio 2026

IL NUOVO MANTELLO DEL GIUDICE
di Romano Rinaldi


 


In una recente “facezia” pubblicata da Odissea lunedì 9 febbraio (1), mi occupavo del metodo con cui ci viene proposta la riforma costituzionale sul ruolo dei giudici che ci apprestiamo a votare col referendum di fine marzo. Oggi vorrei dare qualche spunto di riflessione sul merito in relazione al medesimo argomento, dal punto di vista della parte governativa in quanto, da come viene presentato il provvedimento sembra di essere di fronte a una vera rivoluzione ovvero una panacea di tutti i mali della Giustizia Italiana. Volendo accennare anche solo per sommi capi quali e quante storture nell’amministrazione della Giustizia verrebbero sanate con questa riforma, ci sarebbe veramente da restare ottimisticamente meravigliati. Abbiamo sentito di tutto, a partire dai casi più eclatanti di mala-giustizia verificatisi in tempi più o meno recenti, guarda caso soprattutto quelli che hanno avuto più risonanza mediatica. Ad esempio, il caso Tortora, i bimbi nel bosco, il blocco da parte della C.d.C. del progetto del Ponte di Messina, gli assalti ai poliziotti da parte di manifestanti criminali, ecc. ecc. Per inciso, nulla però si è sentito da una madre, italiana, cristiana, bianca, sul caso di un’altra madre, di tre figli, cristiana, bianca, americana, barbaramente uccisa a Minneapolis nell’impunità del criminale agente di “ordine pubblico” che ha premuto il grilletto ben tre volte contro la vittima inerme seduta al volante della sua auto; impunità fornita da un potere politico che comanda anche i giudici…(!)
Dunque, la nuova classe di giudici che uscirà da questa riforma, sarà presumibilmente dotata di un mantello speciale, non importa se rosso o nero, che gli consentirà ogni sorta di raddrizzamento della Giustizia. Queste futuribili prerogative hanno però e purtroppo l’aria di una colossale millanteria. Si parla delle lungaggini processuali e della responsabilità dei magistrati che dimenticano i fascicoli processuali sulla scrivania arbitrariamente decidendo quali trattare, nonostante ci sia una norma che punisce l'immobilità del PM. Poi c’è il problema delle correnti e le ingiustizie che ne derivano. Finora, i magistrati allineati a sinistra (le toghe rosse) hanno avuto una carriera veloce e ricoperto ruoli prestigiosi gli altri hanno dovuto segnare il passo oppure, per ottenere ciò che ritenevano giusto, hanno dovuto ricorrere ad esposti anonimi (falsi) nei confronti di chi li aveva “usurpati”. Poi ci sono stati i “corvi” e gli “sciacalli”. Insomma, una vera giungla. Senza parlare delle indagini pilotate e di quelle prive di ogni riscontro oggettivo finite nel nulla con persone indagate per anni con tutte le conseguenze economiche e professionali e nessun PM/Giudice che abbia pagato di persona per la propria pervicacia dolosa.
Ecco tutto ciò sarà definitivamente eliminato da questa riforma, con la semplice istituzione di due carriere separate tra PM e Giudice, due diversi CSM, uno per ciascuna carriera e una Alta Corte Disciplinare creata col sorteggio da un pool di nomi preselezionati con destrezza dal governo in carica. Tutto al solo costo di poche centinaia di milioni per l’istituzione di questi nuovi organismi. Ma senza procedere all’adeguamento degli organici del personale della Giustizia a tutti i livelli e in tutti i comparti, compresa la polizia giudiziaria, le strutture fisiche e organizzative, per esempio l’informatizzazione, necessarie per rendere la macchina della Giustizia più efficiente e rapida e fino al comparto carcerario e il relativo personale. E senza nemmeno prendere in considerazione la modifica di quelle norme dei Codici che consentono gran parte delle storture e lungaggini giustamente lamentate dai cittadini, bensì modificando, in senso peggiorativo, norme che sembrerebbero a favore del cittadino stesso (abrogazione del reato di abuso d’ufficio, restrizioni sul traffico di influenze illecite e disposizioni relative alla custodia cautelare).
Insomma, questo nuovo mantello che si vuole mettere sulle spalle dei giudici assomiglia molto a quello inventato da Hans Christian Andersen o a qualcosa che proviene dalla favola di Alice nel paese delle Meraviglie e il proponente mi ricorda molto la figura del Cappellaio Matto!
 
(1) https://libertariam.blogspot.com/2026/02/dura-lex-sed-lex-di-romano-rinaldi-n-on.html?m=1