In una
recente “facezia” pubblicata da Odissea lunedì 9 febbraio (1),
mi occupavo del metodo con cui ci viene proposta la riforma costituzionale sul
ruolo dei giudici che ci apprestiamo a votare col referendum di fine marzo.
Oggi vorrei dare qualche spunto di riflessione sul merito in relazione al
medesimo argomento, dal punto di vista della parte governativa in quanto, da
come viene presentato il provvedimento sembra di essere di fronte a una vera
rivoluzione ovvero una panacea di tutti i mali della Giustizia Italiana.
Volendo accennare anche solo per sommi capi quali e quante storture nell’amministrazione
della Giustizia verrebbero sanate con questa riforma, ci sarebbe veramente da
restare ottimisticamente meravigliati. Abbiamo sentito di tutto, a partire dai
casi più eclatanti di mala-giustizia verificatisi in tempi più o meno recenti,
guarda caso soprattutto quelli che hanno avuto più risonanza mediatica. Ad
esempio, il caso Tortora, i bimbi nel bosco, il blocco da parte della C.d.C.
del progetto del Ponte di Messina, gli assalti ai poliziotti da parte di
manifestanti criminali, ecc. ecc. Per inciso, nulla però si è sentito da una
madre, italiana, cristiana, bianca, sul caso di un’altra madre, di tre figli,
cristiana, bianca, americana, barbaramente uccisa a Minneapolis nell’impunità
del criminale agente di “ordine pubblico” che ha premuto il grilletto ben tre
volte contro la vittima inerme seduta al volante della sua auto; impunità
fornita da un potere politico che comanda anche i giudici…(!) Dunque, la nuova classe di
giudici che uscirà da questa riforma, sarà presumibilmente dotata di un mantello
speciale, non importa se rosso o nero, che gli consentirà ogni sorta di
raddrizzamento della Giustizia. Queste futuribili prerogative hanno però e purtroppo
l’aria di una colossale millanteria. Si parla delle lungaggini processuali e
della responsabilità dei magistrati che dimenticano i fascicoli processuali
sulla scrivania arbitrariamente decidendo quali trattare, nonostante ci sia una
norma che punisce l'immobilità del PM. Poi c’è il problema delle correnti e le
ingiustizie che ne derivano. Finora, i magistrati allineati a sinistra (le
toghe rosse) hanno avuto una carriera veloce e ricoperto ruoli prestigiosi gli
altri hanno dovuto segnare il passo oppure, per ottenere ciò che ritenevano
giusto, hanno dovuto ricorrere ad esposti anonimi (falsi) nei confronti di chi li
aveva “usurpati”. Poi ci sono stati i “corvi” e gli “sciacalli”. Insomma, una
vera giungla. Senza parlare delle indagini pilotate e di quelle prive di ogni
riscontro oggettivo finite nel nulla con persone indagate per anni con tutte le
conseguenze economiche e professionali e nessun PM/Giudice che abbia pagato di
persona per la propria pervicacia dolosa. Ecco tutto ciò sarà
definitivamente eliminato da questa riforma, con la semplice istituzione di due
carriere separate tra PM e Giudice, due diversi CSM, uno per ciascuna carriera
e una Alta Corte Disciplinare creata col sorteggio da un pool di nomi preselezionati
con destrezza dal governo in carica. Tutto al solo costo di poche centinaia di
milioni per l’istituzione di questi nuovi organismi. Ma senza procedere all’adeguamento
degli organici del personale della Giustizia a tutti i livelli e in tutti i
comparti, compresa la polizia giudiziaria, le strutture fisiche e organizzative,
per esempio l’informatizzazione, necessarie per rendere la macchina della Giustizia
più efficiente e rapida e fino al comparto carcerario e il relativo personale.
E senza nemmeno prendere in considerazione la modifica di quelle norme dei
Codici che consentono gran parte delle storture e lungaggini giustamente
lamentate dai cittadini, bensì modificando, in senso peggiorativo, norme che
sembrerebbero a favore del cittadino stesso (abrogazione del reato di abuso
d’ufficio, restrizioni sul traffico di influenze illecite e disposizioni
relative alla custodia cautelare). Insomma, questo nuovo mantello
che si vuole mettere sulle spalle dei giudici assomiglia molto a quello
inventato da Hans Christian Andersen o a qualcosa che proviene dalla favola di
Alice nel paese delle Meraviglie e il proponente mi ricorda molto la figura del
Cappellaio Matto! (1)https://libertariam.blogspot.com/2026/02/dura-lex-sed-lex-di-romano-rinaldi-n-on.html?m=1