di Stefano Donno
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| Laura Garavaglia |
La
Geometria del Sentire: Scienza e Poesia in Laura Garavaglia
La
produzione poetica di Laura Garavaglia raccolta nel volume Poemas (2012-2024)
(Sial Pigmalión, 2025) si configura come un’indagine epistemologica di rara
intensità, capace di suturare la storica frattura tra il rigore della scienza e
il “sentire” lirico. L’autrice non si limita alla citazione erudita, ma abita
il linguaggio scientifico – dalla meccanica quantistica alla teoria dei gruppi
– per decodificare il reale. L’originalità linguistica risiede proprio in
questa integrazione organica: termini come “zero assoluto”, “linee d’universo”
o “algoritmo” perdono la loro asetticità specialistica per farsi metafore
vivide della condizione umana, evitando con eleganza i cliché del
sentimentalismo tradizionale. La sezione dedicata ai “grandi matematici” – da
Turing a Galois, da Ada Lovelace a Cantor – non è un semplice omaggio
biografico, ma una polifonia di voci che esplorano il confine tra genio e
abisso, tra “ragione e immaginazione”. Sotto il profilo della rilevanza
tematica, Garavaglia affronta con sguardo interstiziale i traumi della
contemporaneità: il dramma delle migrazioni (‘Yusuf’, ‘Clandestina’), la salute
mentale (‘Sindrome di Asperger’, ‘Anoressia’) e l’impatto della tecnologia (‘Skipe
online’, ‘Pensiero artificiale’). La struttura formale è volutamente
frammentata, dominata da un minimalismo che procede per “punti di precisione”,
dove il verso si fa sottile e tagliente come un’equazione risolutiva. La voce
poetica emerge con un’autenticità che riconosce nel numero la “purezza”
necessaria per fronteggiare la “paura dell’annullamento” e l’assillo del tempo.
In questa sintesi tra logos e pathos, l’opera di Garavaglia non solo dialoga
con la tradizione (da Petrarca a Sinisgalli), ma innova profondamente, offrendo
una “bussola nel labirinto della conoscenza” e confermando la sua statura nel
panorama internazionale.
“SAI” MI DICEVI “È IL CICLO DELLA VITA”.
E l’albero, d’estate
dava i frutti
per piangere le
foglie, poi, col tempo.
Pensavo alle radici, a
ciò che restava del senso.
Sentivo crollare la
parete, dentro.
Laura
Garavaglia
Poemas
Pigmalión, 2025
Pagg. 204 - s.i.p.