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domenica 1 febbraio 2026

POETI
di Stefano Donno

Laura Garavaglia
 
La Geometria del Sentire: Scienza e Poesia in Laura Garavaglia
 
La produzione poetica di Laura Garavaglia raccolta nel volume Poemas (2012-2024) (Sial Pigmalión, 2025) si configura come un’indagine epistemologica di rara intensità, capace di suturare la storica frattura tra il rigore della scienza e il “sentire” lirico. L’autrice non si limita alla citazione erudita, ma abita il linguaggio scientifico – dalla meccanica quantistica alla teoria dei gruppi – per decodificare il reale. L’originalità linguistica risiede proprio in questa integrazione organica: termini come “zero assoluto”, “linee d’universo” o “algoritmo” perdono la loro asetticità specialistica per farsi metafore vivide della condizione umana, evitando con eleganza i cliché del sentimentalismo tradizionale. La sezione dedicata ai “grandi matematici” – da Turing a Galois, da Ada Lovelace a Cantor – non è un semplice omaggio biografico, ma una polifonia di voci che esplorano il confine tra genio e abisso, tra “ragione e immaginazione”. Sotto il profilo della rilevanza tematica, Garavaglia affronta con sguardo interstiziale i traumi della contemporaneità: il dramma delle migrazioni (‘Yusuf’, ‘Clandestina’), la salute mentale (‘Sindrome di Asperger’, ‘Anoressia’) e l’impatto della tecnologia (‘Skipe online’, ‘Pensiero artificiale’). La struttura formale è volutamente frammentata, dominata da un minimalismo che procede per “punti di precisione”, dove il verso si fa sottile e tagliente come un’equazione risolutiva. La voce poetica emerge con un’autenticità che riconosce nel numero la “purezza” necessaria per fronteggiare la “paura dell’annullamento” e l’assillo del tempo. In questa sintesi tra logos e pathos, l’opera di Garavaglia non solo dialoga con la tradizione (da Petrarca a Sinisgalli), ma innova profondamente, offrendo una “bussola nel labirinto della conoscenza” e confermando la sua statura nel panorama internazionale.


“SAI” MI DICEVI “È IL CICLO DELLA VITA”.

E l’albero, d’estate dava i frutti
per piangere le foglie, poi, col tempo.
Pensavo alle radici, a ciò che restava del senso.
Sentivo crollare la parete, dentro.

 

Laura Garavaglia
Poemas 
Pigmalión, 2025
Pagg. 204 - s.i.p.