Pagine

martedì 3 marzo 2026

DABBENAGGINE ISTITUZIONALE 
di Romano Rinaldi


Il ministro  
 
Negli ultimi tre anni e quattro mesi, ci siamo abituati a vederne di tutti i colori da parte di ministri e governanti che fanno parte, a vario titolo, del presente esecutivo. Abbiamo visto informazioni riservate usate illecitamente nel dibattito parlamentare contro l’opposizione. Abbiamo seguito con sconcerto la vicenda di una sparatoria di Capodanno, con un ferito, a una festicciola tra amici e colleghi del ministero della Giustizia. Abbiamo capito che un ministro può ottenere una sosta extra del treno su cui sta viaggiando, per sua comodità negli spostamenti… istituzionali, s’intende! Abbiamo assistito alla cattura di un assassino ricercato dalla Corte Penale Internazionale dell’Aia (ICC) per crimini contro l’umanità ed alla sua immediata scarcerazione da parte del ministero della Giustizia con messa a disposizione di un volo di stato e rimpatrio a casa sua, in Libia. Poi una miriade di altri fatti e fatterelli che hanno dato adito a pensare che i personaggi che sono stati inseriti nelle istituzioni da questo Governo si comportino in modo quanto meno dilettantesco.
Pochi sono in verità coloro ai quali poteva ancora essere accordata una certa fiducia, almeno da parte del “suoi” e tra questi c’era, fino a ieri, il ministro della difesa. Ma ecco cascare anche questo asino! e con un’aggravante non da poco. Nel momento in cui le forze armate di due Paesi alleati scagliano un attacco senza precedenti per quantità e qualità delle forze messe in campo con settimane di preparativi, il nostro asserisce che nulla poteva far pensare ad un imminente attacco e lui si era sentito libero di portarsi, quale privato cittadino, in un’area limitrofa al teatro di guerra e poi colpita dalla risposta dell’aggredito. A rincarare la dose di “dabbenaggine” dobbiamo anche registrare una quanto mai improvvida dichiarazione dell’interessato, riguardo il rimborso che avrebbe fatto di sua tasca per una somma tripla rispetto al costo del volo di Stato che gli è stato inviato per riportarlo al suo posto di lavoro in un momento cruciale per il dicastero di cui è titolare. Chiunque può chiedersi quale mai sarà la ratio per questo comportamento e perché mai il triplo? Forse che lo Stato italiano ha mai lesinato a mettere a disposizione voli di Stato, per esempio, per il rimpatrio immediato di ostaggi di cui ha ottenuto il rilascio? E quando mai, un ministro, nella necessità di rientrare quanto prima al suo Ufficio, non può ricorrere a un volo di Stato? Peraltro, generosamente concesso financo a un criminale internazionale… Insomma, fate vobis…!