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martedì 3 marzo 2026

PACE E SINISTRA EUROPEA
di Franco Astengo



Questo è un semplice appello rivolto alle forze politiche e culturali della sinistra italiana al fine di sollecitare una iniziativa urgente a livello europeo in una situazione di crisi internazionale mai attraversata dalla Seconda guerra mondiale e nelle quali appaiono assenti i soggetti transnazionali compresi quelli di tradizione internazionalista. Ancora una volta il richiamo storico, per i partiti della sinistra, socialisti, comunisti è alle conferenze di Zimmerwald e Kienthal svolte durante la Prima guerra mondiale. Il richiamo a quegli avvenimenti è ovviamente da intendersi quale semplice esempio di una iniziativa da condurre sul piano politico e da portare avanti offrendo anche ai movimenti pacifisti piattaforma politica come occasione di forte mobilitazione. In Italia esiste la necessità di presenza di una forza politica che assuma la dimensione della pace e dello spazio politico europeo come punto di identità della propria azione politica cercando di raccogliere, attorno ad esso, aggregazione sociale e consenso.

 

La guerra deflagra come mai accaduto anche in questi ultimi anni drammatici e la risposta politica a livello internazionale da parte della residua sinistra europea appare del tutto al di sotto del tragico frangente che stiamo attraversando: non c’è traccia di alcuna iniziativa comune a livello europeo, nessuna mobilitazione da parte dei movimenti, nessuna manifestazione convocata nelle grandi capitali europee un tempo sedi dell’epicentro pacifista.
Siamo al dispregio delle norme fondamentali del diritto internazionale e alla totale ignoranza dei soggetti rappresentativi del multipolarismo politico ed anche militare (non solo dell’ONU ma nella stretta attualità anche della stessa NATO). Lo spazio politico europeo è stato fin qui oggetto di logiche alternative: chi lo ha considerato coincidente con l’UE sposando in toto gli intendimenti maggioritari e chi (sempre confondendo spazio politico europeo e UE) l’ha demonizzato come fonte di totale acquiescenza ai meccanismi capitalistici di finanziarizzazione dell’economia e di conseguenza della guerra.
Potrebbe essere possibile allora avanzare una proposta di struttura politica europea fondata sulla ripresa di alcune concezioni di carattere costituzionale e di ruolo degli organismi elettivi in un disegno di raccordo tra il lavoro dei Parlamenti Nazionali e di quello Europeo. La sinistra potrebbe tentare di muoversi riprendendo una idea di costituzionalizzazione di uno spazio politico europeo nel quale agire in una dimensione di potestà sovranazionale.
Una sinistra sovranazionale che recuperi la centralità del diritto pubblico europeo e si rivolga alle Organizzazioni Internazionali reclamandone una nuova qualità di assunzione di ruolo come fondamento nel determinare l’indirizzo della propria politica e ritrovare autonomia nella contesa internazionale dominata dalle logiche di contrapposizione delle grandi potenze cui è necessario sottrarsi pena essere travolti da una spirale distruttiva.