Questo è
un semplice appello rivolto alle forze politiche e culturali della sinistra
italiana al fine di sollecitare una iniziativa urgente a livello europeo in una
situazione di crisi internazionale mai attraversata dalla Seconda guerra
mondiale e nelle quali appaiono assenti i soggetti transnazionali compresi
quelli di tradizione internazionalista. Ancora una volta il richiamo storico,
per i partiti della sinistra, socialisti, comunisti è alle conferenze di Zimmerwald
e Kienthal svolte durante la Prima guerra mondiale. Il richiamo a quegli avvenimenti
è ovviamente da intendersi quale semplice esempio di una iniziativa da condurre
sul piano politico e da portare avanti offrendo anche ai movimenti pacifisti
piattaforma politica come occasione di forte mobilitazione.In
Italia esiste la necessità di presenza di una forza politica che assuma la
dimensione della pace e dello spazio politico europeo come punto di identità
della propria azione politica cercando di raccogliere, attorno ad esso,
aggregazione sociale e consenso.
La guerra deflagra come mai
accaduto anche in questi ultimi anni drammatici e la risposta politica a livello
internazionale da parte della residua sinistra europea appare del tutto al di
sotto del tragico frangente che stiamo attraversando: non c’è traccia di alcuna
iniziativa comune a livello europeo, nessuna mobilitazione da parte dei
movimenti, nessuna manifestazione convocata nelle grandi capitali europee un
tempo sedi dell’epicentro pacifista. Siamo al dispregio delle norme
fondamentali del diritto internazionale e alla totale ignoranza dei soggetti
rappresentativi del multipolarismo politico ed anche militare (non solo dell’ONU
ma nella stretta attualità anche della stessa NATO). Lo
spazio politico europeo è stato fin qui oggetto di logiche alternative: chi lo
ha considerato coincidente con l’UE sposando in toto gli intendimenti
maggioritari e chi (sempre confondendo spazio politico europeo e UE) l’ha
demonizzato come fonte di totale acquiescenza ai meccanismi capitalistici di
finanziarizzazione dell’economia e di conseguenza della guerra. Potrebbe essere
possibile allora avanzare una proposta di struttura politica europea fondata
sulla ripresa di alcune concezioni di carattere costituzionale e di ruolo degli
organismi elettivi in un disegno di raccordo tra il lavoro dei Parlamenti
Nazionali e di quello Europeo.La sinistra
potrebbe tentare di muoversi riprendendo una idea di costituzionalizzazione di
uno spazio politico europeo nel quale agire in una dimensione di potestà
sovranazionale. Una sinistra sovranazionale
che recuperi la centralità del diritto pubblico europeo e si rivolga alle
Organizzazioni Internazionali reclamandone una nuova qualità di assunzione di
ruolo come fondamento nel determinare l’indirizzo della propria politica e
ritrovare autonomia nella contesa internazionale dominata dalle logiche di
contrapposizione delle grandi potenze cui è necessario sottrarsi pena essere
travolti da una spirale distruttiva.