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domenica 29 marzo 2026

FRESCHI DI STAMPA
di Antonella Casaburi



 
Si intitola proprio così, Un uomo che sapeva vedere (Ronzani editore, 2026, pagine 376) l’autobiografia a quattro mani dedicata a un personaggio straordinario sul piano sia professionale che umano e morale, curata da Vincenzo Guarracino. “Stilista del tessuto”, come era stato definito, Giuseppe Menta, uomo di talento e straordinarie doti artistiche, capace di intuire oltre il visibile per trovare forme di bellezza sempre nuova, è tutto in un aneddoto, raccontato dalla moglie Engracia: “Una volta, dopo avere preparato per suo figlio Giovanni il panino da portare a scuola, era rimasto incantato delle macchie di unto del tovagliolo che l’avvolgeva, e ne aveva colto lo spunto per fare poi dei disegni spontanei e meravigliosi”. Con questa capacità, Menta (Cremona 1937- Como 2024) ha realizzato un patrimonio di immagini per tessuti, ammirato e utilizzato da aziende (Bordogna, Max Mara, Pinto) e sarti dell’alta moda (Yves Saint Laurent, Versace, Armani), che resta per le generazioni avvenire, oltre al fatto di aver dato vita dal 1974 ad una propria azienda, dalle connotazioni pionieristiche, varando un marchio ecologico “MentaVesteNatura”, improntato sulla produzione di stoffe dai colori naturali non inquinanti. Fedele al principio espresso nelle parole di un autore a lui molto caro, ossia Cesare Pavese, che il bello della vita è saper “cominciare, sempre, ad ogni istante”, negli ultimi anni si era dedicato anche alla creazione di gioielli che aveva riscosso successo e consensi, oltre che alla ideazione e realizzazione di “progetti “ di opere pittoriche, “capricci”, sperimentando forme nuove e impensate di eterea leggerezza e freschezza rappresentativa, in una maniera che si accosta a certe intuizioni di Joseph Beuys: saggiando le potenzialità del colore di farsi forma e materia lasciandolo lievitare e accumulare su supporti riflettenti e vibratili, al di fuori di qualsiasi intento decorativo e di ogni riferimento figurale e naturalistico.