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giovedì 19 marzo 2026

LOBBY AMERICANA DI ISRAELE
di Elena Basile
 



Ogni volta che mi sono riferita alla lobby di Israele (peraltro come gli americani Sachs e Mearsheimer) ho dovuto sopportare accuse indegne di anti semitismo. Un collega ha osato malignamente affermare che anche i nazisti negli anni trenta parlavano di lobby ebraiche. Di fatto la lobby di Israele è dominata dai cristiani sionisti e evangelici. Joe Kent a capo del centro nazionale contro il terrorismo si è dimesso ieri affermando che la guerra in Iran è stata decisa dalla lobby americana di Israele. Parteciperò insieme ad altri pochi coraggiosi a un festival del cinema russo. Credo che tutti coloro che sostengono liberalismo e pluralismo democratico dovrebbero insorgere contro la cappa di censura stesa sull’Italia dalle destre e da una parte del PD.
La dichiarazione di guerra avviene secondo procedure costituzionali note. Non c’è mai stata dichiarazione di guerra. Credo sia nostro dovere difendere i diritti costituzionali.

1) Ascoltare propaganda russa come quella ucraina e occidentale.

2) Partecipare a convegni e eventi culturali russi o iraniani o di qualsiasi altro paese inventato come nemico.

3) Come ex diplomatici parlare con gli Ambasciatori russo e iraniano accreditati in Italia.

Purtroppo diplomatici e accademia, anche gli amici che la pensano come noi, sono restii a sfidare gli ostracismi e i linciaggi mediatici. L’abbiamo già data vinta alla Picierno. Ieri è stato ritirato l’invito a una ballerina russa che doveva esibirsi all’Auditorium. Se non reagiamo in difesa della Costituzione e delle nostre libertà fondamentali, poi sarà troppo tardi. Mi aspetto naturalmente che la sottocultura imperversi nuovamente. Verrò chiamata filo putiniana e filo Kamenhei. Se fossimo in tanti a sfidare la prassi arbitraria che si è ormai stabilita, non potrebbero attuare la loro odiosa censura, un ricatto da regime a cui l’opinione pubblica si abitua. La barbarie che avanza è anche questa.