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domenica 15 marzo 2026

POETI TRADOTTI
di Anna Rutigliano


 
Dal celestiale al reale, dall’iperbolicità all’autenticità: la “Dark Lady” del Bardo di Stratford-upon-Avon in tutta la sua unica e imperfetta bellezza.
 
Gli occhi della mia amata
Sonetto 130 di W. Shakespeare
 
Gli occhi della mia amata non sono come il sole;
il corallo è molto più rosso del rosso delle sue labbra;
se bianca è la neve, grigiastri allora i suoi seni;
se setosi son i capelli, nere setole le spuntano in testa.
Ho visto rose damascate, rosse e bianche,
ma non ne vedo di simili sulle sue gote;
e in alcuni profumi c’è maggior delizia
che in quella del suo alito.
Io amo la sua voce, eppur so bene
che la musica ha un suono molto più piacevole;
ammetto di non aver mai visto una dea camminare;
(quando la mia amata si muove, sembra calpesti il suolo).
Ma, per il cielo, credo che la mia amata sia talmente unica
quanto ogni altra donna falsamente decantata.

(My mistress’ eyes di W. Shakespeare)